Nella sala del Centro Sociale di Siapiccia, sabato 1° febbraio, è stato presentato il libro Danzando sotto la pioggia, scritto da Stefano Floris, conduttore di programmi televisivi e noto per i suoi viaggi in giro per il mondo, con la compagna Tiziana Nuvoli, alla ricerca dei sardi sparsi nel mondo.
* di Rita Valentina Erdas
L'evento rientra tra le attività dell'associazione Siapiccia laboriosa, in collaborazione con l'Amministrazione comunale. Presentato sotto forma di recital, l’autore ha raccontato ai presenti come il viaggio, con la sua forza rigeneratrice e creatrice, lo abbia risollevato da una profonda crisi personale; come l'amore per l'Africa, l'incontro con una ragazza mora riccioluta, i viaggi e le avventure in giro per il mondo abbiano trasformato la sua vita. Un libro che parla di cadute, di perdite, di pianto ma anche di rinascita e di riscatto.
Questo libro inizia nel 2020 con me, seduto a una scrivania, che guardo il monitor del pc dove ho appena montato le riprese di un viaggio lunghissimo e penso: e adesso che ne faccio di questo lavoro? Qualcuno lo manderà in onda? E poi mi entra questa frase in testa: certo che ne ho fatto di cose nella vita. Da qui l'autore ripercorre, con un racconto recitato, le vicende della sua vita, dall'infanzia a Roma al rientro in Sardegna da adolescente, la perdita del padre con cui condivideva l'amore per l'Africa, la crisi interiore che ne scaturisce, un amore che finisce e uno che, in punta di piedi, si fa strada nella sua vita e che sarà la scintilla che rivoluzionerà e riscatterà la sua esistenza. Un racconto, fatto di lacrime e sorrisi, che ha emozionato i presenti e che si è concluso con un detto africano: la vita non è aspettare che passi la tempesta ma imparare a ballare sotto la pioggia, che ci insegna a non stare a guardare la nostra vita che va a rotoli e a trovare il coraggio di affrontare le difficoltà. Stefano Floris, insieme alla sua compagna, sono gli autori dei documentari di viaggio Ovunque Sardi: Floris e Nu, così sono conosciuti, vanno in giro per il mondo alla ricerca dei sardi sparsi per il mondo che, ci assicurano, hanno trovato anche nei luoghi più remoti. Al termine hanno risposto ad alcune domande per i nostri lettori:
Come è nato il vostro progetto Ovunque Sardi?
Floris. A causa di una ragazza mora riccioluta, un numero mi si infila in testa: 20 mila. Un giorno lei, sapendo che io amo i treni alla follia, mi fa vedere un blog su cui c'era scritto che il viaggio più lungo possibile in treno parte dal Portogallo e arriva in Vietnam. Da quel momento, racimoliamo tutti i nostri risparmi, programmiamo il viaggio, acquistiamo l'attrezzatura per fare le riprese ma poi ci chiediamo: cosa ne facciamo? Cerchiamo i sardi sparsi lungo il percorso! Ma quanti saranno? L'Unione sarda ci dedica un articolo e da allora iniziano a contattarci tantissimi sardi da tutte le parti: ne abbiamo trovato anche in Siberia! E ritornando all'inizio del mio racconto: chi metterà in onda le riprese? Dopo il no da parte delle emittenti sarde, lo proponiamo a Licia Colò e lei, per metà sarda, ci invita alle sue trasmissioni dove proponiamo le nostre avventure. Da lì è partito tutto...
Quale messaggio volete dare con le vostre avventure per il mondo?
Nu. Uno tra i messaggi più importanti penso sia fare ciò in cui si crede e mettercela tutta affinché si realizzi il proprio sogno. Che è ciò che abbiamo fatto noi. Quando abbiamo fatto il primo viaggio in treno abbiamo investito tutti i nostri risparmi e scommesso su questo viaggio che è stato l'inizio delle nostre avventure.
Floris. Al contrario di quanto ci vogliano far credere, tra popoli non siamo così distanti. Gli abbracci che noi riceviamo quando giriamo per il mondo, sono uguali in qualsiasi luogo; questa è la parte più bella del viaggio: l'incontro con gli altri. E quando scopri questo, ti rendo conto che non siamo lontani, siamo molto più vicini di quanto si possa immaginare.
Quale sarà la vostra prossima impresa?
Nu. Partiremo il 17 marzo per il Giappone, staremo lì 50 giorni sempre alla ricerca dei sardi. Abbiamo scelto il Giappone perché, dopo aver girato per gli Stati Uniti, l'Australia e la Nuova Zelanda che, comunque, sono culture occidentali, abbiamo deciso di dare un cambio radicale alla nostra esperienza e andare in un posto completamente diverso; penso che il Giappone incarni perfettamente questa diversità culturale.
Tra qualche giorno Floris e Nu si sposeranno: da tutta la famiglia de L'Arborense tanti auguri per questa speciale avventura!
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