Sabato 31 gennaio scorso la Cattedrale di Oristano ha accolto il rito di Ordinazione presbiterale, presieduta dall’Arcivescovo, di fra Claudio Cau, frate minore cappuccino, 36 anni.
* di Valentina Contiero
Un momento di grande intensità ecclesiale e spirituale, vissuto dalla comunità diocesana insieme alla famiglia religiosa dei Frati Minori Cappuccini, ai familiari, alla comunità samughese e agli amici. Dopo la proclamazione del Vangelo, ha avuto luogo il rito di presentazione, accompagnato dalla richiesta formale: La santa Madre Chiesa chiede che questo nostro fratello sia ordinato presbitero. Parole che, come ha ricordato l’Arcivescovo nell’omelia, esprimono il cuore stesso della vocazione presbiterale che nasce, viene riconosciuta ed è al servizio della Chiesa.
L’Arcivescovo ha anche richiamato la domanda che attraversa ogni autentico cammino vocazionale: Signore, cosa vuoi che io faccia? Una richiesta che ha segnato la vita di san Francesco d’Assisi, e che accompagna anche il percorso di Padre Claudio, nel quale la vita ordinaria è stata visitata dallo straordinario incontro con Cristo. Non si trattava solo di restaurare muri, ma prima di tutto di restaurare in sé stesso l’immagine del Crocefisso, del Signore Gesù, ha affermato l’Arcivescovo, ricordando come ogni vocazione sia chiamata a lasciarsi abitare da Dio.
Nello strato più profondo di ogni vocazione c’è questa roccia ben solida che potremmo tradurre in uno slogan: passione per Cristo, passione per l’umanità, ha affermato mons. Roberto, mettendo in luce il legame profondo tra spiritualità francescana e ministero presbiterale e ricordando che questo ministero presbiterale al quale fra Claudio è stato chiamato, si innesta agevolmente e naturalmente in questo tronco francescano che, a sua volta, altro non è se non la roccia solida del Vangelo.
In questo orizzonte si collocano l’amore per la Parola di Dio, la centralità dell’Eucaristia, la preghiera, la Riconciliazione e il servizio ai fratelli, elementi che sono a pieno titolo i fondamenti della spiritualità presbiterale. Rivolgendosi direttamente a Padre Claudio, l’Arcivescovo ha affermato: Sei chiamato a essere innanzitutto uomo della Parola. A te è affidata la Parola e tu sei affidato a Essa. Richiamando un’immagine delle Fonti Francescane, ha ricordato come il predicatore sia chiamato a raccogliere legna nella preghiera e nella meditazione, per accendere un fuoco che scaldi realmente il cuore del popolo di Dio.
Ampio spazio è stato dedicato anche al mistero dell’Eucaristia che non è un mestiere, ma un servizio, non è una medaglia ma il grande mistero dell’umiltà di Dio che si presenta ogni giorno nelle nostre povere mani. Dopo l’omelia, Padre Claudio ha emesso le promesse sacerdotali, affidando la propria vita al servizio di Dio e della Chiesa.
Durante il canto delle Litanie dei Santi, si è prostrato a terra, gesto eloquente di totale abbandono al Signore. Il momento centrale del rito sono stati l'imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione, coi quali la Chiesa ha invocato il dono dello Spirito Santo sul nuovo presbitero. La celebrazione è proseguita con la vestizione dei paramenti sacerdotali e l’unzione delle mani, segno della consacrazione e della missione affidata. Padre Claudio ha quindi concelebrato per la prima volta l’Eucaristia insieme al Vescovo e ai presbiteri presenti.
L’Arcivescovo ha affidato il nuovo presbitero alla protezione dei santi Cappuccini e della Vergine Maria, venerata come Nostra Signora del Rimedio: Sia Lei a portarti sempre a Gesù e al tempo stesso farti attento alla povertà materiale e spirituale dei tuoi fratelli. Un invito che accompagna l’inizio del ministero di Padre Claudio, chiamato a servire il popolo di Dio nella fedeltà al Vangelo e nello stile semplice e umile di San Francesco d'Assisi.








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