L'Economia di Nuragus e di Nurallao è sempre stata prevalentemente agro – pastorale; soprattutto Nuragus è sempre stato un centro piccolo: il numero limitato degli abitanti, che non è stato mai superiore a 1450, è dovuto al limitato territorio. Nurallao invece, dopo Isili, è il centro più importante della zona, anche a livello economico e sociale.
Gli abitanti di Nuragus hanno sempre avuto un buon tenore di vita, tra i più alti della zona, grazie ai terreni assai fertili in cui si coltivava: grano, fave, orzo, avena, vite e, in estate, ortaggi di ogni genere. Agli inizi del ‘900 Nuragus ebbe un’interessante attività agro-industriale con la nascita di un caseificio e un pastificio unico nella zona. Oltre la coltivazione dei terreni si diffuse anche la pastorizia: i pastori generalmente avevano buona parte del gregge formato da animali affidati da piccoli proprietari, che fornivano anche, specialmente in estate, i terreni per il pascolo dopo il raccolto, in cambio ricevevano il latte fresco e la provvista del formaggio e qualche agnello per le grandi feste.
Con la crisi dell’agricoltura, la pastorizia diventa l’economia più importante di Nuragus e punto di riferimento degli allevamenti dell’Isola e dell’Italia portato avanti dagli allevatori nuraghesi: ogni anno si svolge una mostra–mercato della pecora di razza sarda da latte, organizzata dalle associazioni di categoria. L’economia di Nurallao, invece, è stata legata, per diverso tempo, a quella delle cave d’argilla e a quella della produzione della calce. Nel territorio comunale sono ancora visibili numerosi resti dei forni per la cottura della calce.
Il centro del Sarcidano era conosciuto in passato come sa idda de is marigas e de is frascus (il paese delle brocche e dei fiaschi in terracotta) per via della notevole produzione di terracotta e per la qualità delle lavorazioni. Si producevano anche mattoni e tegole in laterizio, ancora visibili nelle antiche abitazioni del paese e della zona. L'antica fabbrica era ubicata nella località chiamata Funtana ’e Susu, recentemente recuperata: è uno splendido esempio d’archeologia industriale.
Recente ma assai sentita da tutta la popolazione di Nurallao è la grande festa della Madonna della Strada, nata nel 1972 per iniziativa di alcuni camionisti di Nurallao e dei paesi vicini che si quotarono e organizzarono una colletta per costruire un santuario campestre dedicato alla Vergine Maria: i camionisti portarono (a loro spesa) una bella statua scolpita in legno nel Nord Italia, e trasportata in paese con grande affetto e devozione. In seguito, con grande impegno, dei camionisti ma anche di tutta la comunità fu edificata una splendida chiesa in mezzo una zona amena in località Gurei e, da allora, ogni anno la statua della Madonna, così come solennemente promesso, viene portata in processione per chiedere la sua protezione. Ogni anno nel mese di agosto camion, motrici, e perfino Tir vengono addobbati a festa, partecipano a una suggestiva e intensissima processione dal paese al santuario.
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