Sabato, 16 Maggio 2026

 

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista è stata recentemente restaurata e restituita alla comunità credente ma anche ai beni culturali della società e delle persone che ne usufruiranno per svariate ragioni.

 

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: a parte qualche problematica, che è rimasta tale (per esempio ci pare discutibile la scelta di assemblare parti di un antico Fonte battesimale per edificare il nuovo Altare), il resto dell’adeguamento ha creato un ambiente liturgico e artistico davvero interessante e suggestivo.

L’edificio chiesastico si sviluppa in una sola navata, con due file di profonde cappelle laterali, unite tra loro da archi a sesto ribassato. Le cappelle sono quattro per lato dedicate a Santa Zita, Sant'Efisio, San Pietro, la Vergine del Rosario, quella del monte Carmelo con le Anime del Purgatorio, l'Immacolata Concezione, Sant’Isidoro e il Sacro Cuore di Gesù.

Il presbiterio, di forma quadrangolare, è sopraelevato rispetto alla navata ed è coperto con una meravigliosa volta a crociera, con costoloni lapidei a rilievo. Le campiture murarie sono intonacate a spruzzo con una malta cementizia e non sono tinteggiate.

Splendida e solenne la facciata principale, quadrata e costruita con conci di trachite grigio-azzurra sovrastati da una leggera cornice, da due merletti ai lati e da una croce. Al centro della facciata si apre un rosone ottagonale, con elementi lapidei a rilievo.

La chiesa dei Santi Cosma e Damiano è quella secondaria, officiata durante la settimana: è di nuova costruzione, essendo stata edificata solo nel 1975, ed è caratterizzata da forme molto semplici. La facciata, semplice e piatta, presenta una lunetta sopra l’ingresso principale, il tutto sovrastato da una croce in pietra.

L’interno ha un’unica navata, con un piccolo presbiterio sopraelevato da due gradini. Nel presbiterio si trovano alcune vetrate artistiche. Tutte le pareti interne ed esterne sono intonacate e tinteggiate.

I simulacri dei due Santi conservati all’interno, realizzati in legno e di bottega sarda, provengono da un’altra chiesa ormai scomparsa. I fratelli medici sono assai venerati: il loro culto proviene dall’Oriente, come il culto nei confronti di Barbara (a Nureci e a Genoni) ma anche dei santi Costantino e Basilio magno.


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