Un progetto che unisce memoria, arte e territorio. È stato presentato il 23 aprile, al Centro sociale di Isili, Trame di Rame – frammenti di storie, suoni e gesti, iniziativa che punta a trasformare il Museo Maratè in un percorso sensoriale capace di coinvolgere in modo diretto i visitatori. L’incontro si è caratterizzato come momento di ascolto e condivisione, animato dalle testimonianze degli artigiani locali e moderato da Ilse Atzori, Claudia Benaglio e Laura Loi.
Un’occasione semplice ma significativa, in cui la dimensione culturale si è intrecciata con quella relazionale, facendo emergere il valore dell’incontro come spazio di crescita e partecipazione. Protagoniste della serata le tessitrici Dolores e Daniela Ghiani, che hanno raccontato un lavoro fatto di pazienza, gesti tramandati e cura quotidiana, segno di una tradizione che continua a vivere nel presente.
Luigi Pitzalis, insieme al figlio Paolo, ha invece offerto uno sguardo sul mestiere dei ramai, evidenziando il passaggio di competenze tra generazioni e il legame profondo tra artigianato e identità del territorio. Il progetto Trame di Rame si muove proprio in questa direzione: intrecciare storie, suoni e gesti per dare vita a un’esperienza sensoriale capace di rendere il museo uno spazio vivo e partecipato.
Non solo luogo di conservazione, dunque, ma ambiente che favorisce relazioni, dialogo e senso di appartenenza, aprendosi anche a linguaggi nuovi e inclusivi. Nel dibattito finale è emersa anche la proposta di rilanciare il cinema parrocchiale, come luogo culturale aperto non solo alla comunità di Isili ma anche ai paesi vicini.
Uno spazio che potrebbe diventare punto di riferimento per iniziative condivise, favorendo l’incontro tra generazioni e realtà diverse. Una serata che ha mostrato come, anche attraverso iniziative culturali, sia possibile costruire comunità e custodire la memoria, valorizzando i doni di ciascuno. In questo senso, l’incontro diventa occasione concreta di relazione e di presenza nel territorio, capace di generare legami e percorsi condivisi.
* di Antonello Demurtas
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