Venerdì, 17 Aprile 2026

 

Dal 23 al 28 marzo si è svolta a Macerata la Settimana dell’Inclusione in cui sono stati attribuiti premi di riconoscimento per i progetti realizzati in ambito sociale, culturale e scolastico a livello nazionale.

* di Daniela Dalia

Relativamente all’area scolastica sono state premiate le scuole che hanno realizzato percorsi significativi di inclusione, mettendo in evidenza l’efficacia di pratiche e di strategie educative e didattiche capaci di oltrepassare i tradizionali sistemi educativi e didattici. Nella giornata di sabato 28 è stata premiata la Scuola Primaria di Ollastra dell’Istituto Comprensivo di Simaxis Villaurbana.

Lo scorso anno il medesimo premio è stato consegnato alla Scuola dell’Infanzia di Zerfaliu. Il Progetto Mani che leggono cuori che vedono è stato realizzato nella pluriclasse 1ª/2ª dove sono stati attivati percorsi multisensoriali atti a favorire la partecipazione di tutti i bambini e le bambine, secondo tempi e modalità di insegnamento rispettosi di ogni specificità. Tante e tali sono le specificità da esigere l’introduzione di pratiche educative e didattiche capaci di educare all’utilizzo di tutti i canali sensoriali.

Tenendo presente che quello della vista è il canale più usato con una percentuale dell’83% rispetto agli altri, ne consegue che quando quest’ultimo è carente o del tutto assente, diventa indispensabile attivare tutti gli altri perché possano sopperire in modo efficace a quello mancante, così da rendere accessibile la costruzione di relazioni sociali e affettive di senso e consentire l’apprendimento in tutta la sua complessità. Partendo da un approccio UDL (Universal Design for Learning), modello educativo che si basa sull’idea che l’eterogeneità della classe non sia un ostacolo, ma una risorsa, e che il ruolo della scuola sia quello di rimuovere le barriere all’apprendimento, offrendo a tutti pari opportunità di successo, è stato possibile avviare una progettazione didattica inclusiva con l’utilizzo flessibile di più canali comunicativi.

I docenti, i bambini e le bambine di 1ª/2ª hanno realizzato contesti accoglienti e partecipati attraverso l’uso graduale e sistematico del Braille, accompagnato da azioni che hanno condotto a esperienze di scoperta multisensoriale tanto efficaci da garantire a ciascun alunno e alunna un’equa opportunità di apprendimento.

Il progetto è iniziato, nei primi mesi di scuola, con l’intervento dei rappresentanti dell’Unione ciechi di Oristano ed esperti in LIS con la proposta di un momento di esalettura su alcuni brani tratti dai romanzi di Grazia Deledda. È stato un incontro che ha coinvolto magicamente tutti i presenti e ciò è stato possibile attraverso la voce di chi ha letto il brano toccandolo perché in Braille, gli occhi di chi ha seguito la stessa lettura in nero e le mani di chi ha trasmesso la lettura con il linguaggio dei segni.

Da lì in poi tutto è stato costruito e la scuola, ma soprattutto la classe interessata, si è fatta laboratorio di esperienze e azioni quotidiane che son passate attraverso il tatto, le voci, gli odori, i sapori e la vista. Il Braille è ora cosa di tutti e di tutte, si guarda anche con le mani e si sente con il cuore. Il senso di libertà è accresciuto perché ciascuno è stato messo nella condizione di superare le proprie criticità attraverso l’esercizio costante del mettersi nei panni degli altri rinunciando a qualcosa di sé.


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