Oristano ha ricordato, sabato 28 marzo, nel corso di un’iniziativa promossa dalla Delegazione regionale dell’Unuci (Unione nazionale ufficiali in congedo), con il patrocinio del Comune, l’ex Prefetto Giovanni Battista Tuveri, originario di Barumini, scomparso l’anno scorso all’età di 78 anni.
* di Elia Sanna
Un omaggio alla figura di un servitore dello Stato che ha lasciato un segno profondo nel capoluogo, ha detto il colonnello Luciano Gavelli, delegato regionale Unuci, aprendo la serata. Più che un’iniziativa è un atto dovuto, ricordarlo oggi, davanti a tanti amici e rappresentanti delle Istituzioni che lo hanno conosciuto. Ho avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo anche prima della sua attività di Prefetto. Gavelli ha ricordato il mandato di Tuveri alla guida della Prefettura di Oristano dal 2005 al 2010, dando lettura anche di alcuni messaggi.
Avrebbe dovuto essere presente l’ex ministro Paolo Savona, ma un impegno lo ha trattenuto nella Penisola: Ho conosciuto il prefetto Tuveri, ha scritto Savona, è stato uno tra i sardi molto apprezzati dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Ha lasciato un ricordo in tutti noi per l’impegno e la professionalità che lo hanno contraddistinto. A moderare l’incontro Giuseppe Giardina, già questore di Oristano: Ritorno sempre a Oristano con grande piacere, oggi per ricordare un prefetto come lui. Lo ricordo come capo di gabinetto nella Prefettura di Cagliari e come rappresentante del Governo: ne apprezzo ancora le doti umane e professionali. Il sindaco Massimiliano Sanna ha sottolineato il ruolo di mediazione svolto da Tuveri: Il prefetto Giovanni Battista Tuveri ha lasciato un segno nel suo lavoro di grande mediatore tra le Istituzioni, per affrontare i problemi e rafforzare il collegamento tra lo Stato e i rappresentanti locali.
Conserviamo riconoscenza e memoria. Tra i ricordi anche quello dell’ex sindaco Guido Tendas, che ha evidenziato il legame con la Sardegna e la capacità di mediazione: Non avevamo le stesse idee politiche, ma avevamo una grande passione per la Sardegna, lui in particolare per i nuraghi.
Ho apprezzato di Tuveri l’essere sardo: utilizzava la sardità ed era molto attento a farti digerire anche le cose che non piacevano. Giampiero Ledda, ex dirigente della Prefettura, ha ricordato l’azione concreta svolta durante il mandato: Grande persona, con grande pazienza, ha dato lustro alla Prefettura. Ha saputo affrontare e risolvere due crisi, quella degli agricoltori di Arborea e dei pescatori di Marceddì e una vicenda legata all’Anas, trovando soluzioni condivise ed evitando problemi per la sicurezza pubblica.
Commovente il ricordo della figlia Enrica Tuveri, che ha tracciato un ritratto umano e professionale del padre: Per lui non esistevano colori politici: credeva nella legge ed era uno studioso di diritto e di storia della Sardegna. Non ha mai abusato del ruolo. Credeva tantissimo nel rapporto con la gente e nel risolvere i problemi di tutti. Per Oristano serbava un bel ricordo, ha detto Enrica Tuveri: si è trovato benissimo a livello lavorativo e personale, tanto che moltissime delle amicizie di allora sono durate anche nel periodo successivo.
Persone che ha continuato a vedere e sentire e che anche per noi di famiglia, sono state una presenza costante, soprattutto nell’ultimo periodo della sua malattia. Oristano gli è rimasta nel cuore perché è stata una città che sapeva fare molto, ha concluso Enrica Tuveri, soprattutto dal punto di vista culturale. Mio padre si è calato molto nel territorio e ha vissuto con estremo amore quel periodo: è un grande onore, per noi, che lo abbiate conosciuto e apprezzato, vi ringrazio.
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