Anche a Riola Sardo e a Nurachi ci sono territori fertilissimi in quello che è noto essere il Campidano di Oristano: un tempo questi territori facevano parte del granaio dell’impero romano, sono terre da sempre conosciute e coltivate per la loro fertilità e produttività.
Dall’epoca dei Fenici a oggi i seminativi prediletti sono stati quelli di cereali, legumi e ortaggi, oltre che le colture specializzate della vite, con una produzione di vini bianchi (come Vernaccia e Nuragus) e rossi (come Monica e Cannonau). Ottimo è anche l’olio d’oliva.
L’agricoltura e il pascolo hanno, con il tempo, inciso profonde trasformazioni sul paesaggio naturale, relegando la vegetazione spontanea in superfici di limitata estensione o lungo i confini delle proprietà. Il comune di Riola Sardo ha una popolazione di poco oltre i duemila abitanti, mentre Nurachi si attesta intorno ai 1700: posti a un’altitudine di soli 9 metri s.l.m., i paesi vantano una produzione enogastronomica molto apprezzata anche dai turisti che, specie d’estate, frequentano le bellissime spiagge del Sinis.
I produttori locali hanno cercato per i loro vigneti le posizioni migliori per ottenere uve idonee alla produzione di vini in linea con gli elevati standard presenti nella provincia di Oristano. Essendo paesi collocati a pochi chilometri dal litorale, godono di una brezza salina che contribuisce a dare ai vini la caratteristica mineralità che li contraddistingue.
Alcune importanti aziende conserviere, nate per lo più come società giovanili agricole, garantiscono un movimento economico molto importante.
L'amore per i prodotti del Sinis è l'ingrediente fondamentale delle coltivazioni che permettono alle aziende, anche familiari, di diffondere un certo benessere economico e di diventare oggi importanti produttori di meloni, angurie, pomodori e altre prelibatezze tra cui spicca, il Carciofo Spinoso di Sardegna D.O.P.
Pubblicato su L'Arborense n. 4 dell'8 febbraio 2026
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