Giovedì, 02 Aprile 2026

 

Nell’ambito della manifestazione Ocraxus, arrivata alla sua decima edizione, e nella cornice della Casa del Pellegrino si è svolta un’interessante conferenza intitolata: Laconi e le sue chiese nei documenti d’archivio dal Medioevo al XX secolo tenuta dallo studioso Raffaele Cau.

La ricerca dell’autore ha messo in luce le vicende storico-artistiche di 15 chiese laconesi ripercorrendo circa 800 anni di storia dell’importante centro situato nel territorio dell’antica Parte Valenza (oggi chiamato Sarcidano).

I primi documenti storici, che ci parlano di chiese, del territorio di Laconi sono la bolla papale di Onorio III del 1224 (dove vengono nominate le chiese di San Martino e dello Spirito Santo e quelle campestri di Santa Sofia di Sarcidano e San Lussorio di Laconmaiore) e le Rationes decimarum Italae del 1341 (relative al pagamento delle decime ecclesiastiche) dove è nominata per la prima volta la chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Ambrogio Vescovo retta dal sacerdote Leonardo Luppi.

Delle antiche chiese laconesi solo quattro sono giunte fino ai giorni nostri (la parrocchiale intitolata ai SS. Ambrogio Vescovo e Ignazio da Laconi, la chiesa romanica di San Giovanni Battista, quella filiale di Sant’Antonio Abate e quella campestre dedicata a San Daniele Martire di Bangiu). Non sono invece sopravvissute all’abbandono, all’incuria e alla demolizione le altre chiese storicamente conosciute: quelle di San Martino Vescovo (che era sede della confraternita del SS. Sacramento), di San Nicola Vescovo (che sorgeva nel rione di Corongiu e fu usata per lungo tempo come luogo di sepoltura e sede della confraternita della Santa Croce), Santa Maria (che ospitò dal 1759 il Montegranatico) e l’oratorio del SS. Rosario (costruito nei pressi della chiesa parrocchiale e antica sede dell’omonima confraternita), quelle campestri dedicate a San Lussorio Martire (parrocchia dell’antico villaggio di Laconmaiore), San Sebastiano Martire (era localizzata nella collina omonima), dello Spirito Santo (detta anche della Santa Croce collocata dove oggi sorge il deposito dell’acquedotto), Santa Maria de Pardubiore (lungo la strada che conduce verso Genoni).

Santa Sofia (antica chiesa di impianto bizantino contesa per secoli con la vicina Meana Sardo), quella dedicata a San Giuseppe relativa al villaggio di Villanova Santa Sofia (costruita nella seconda metà del ‘700 e della quale non rimane nessuna traccia) e, infine, la chiesa di Santa Vittoria di Montesanto (della quale sopravvive solo la memoria documentaria).

Si è messa in risalto l’importanza dei documenti d’archivio in questo genere di ricerche (i documenti illustrati arrivano dall’Archivio Apostolico Vaticano di Roma, da quelli di Stato di Cagliari e Nuoro, da quelli parrocchiale, comunale e Aymerich di Laconi, dall’Archivio Storico del Comune di Oristano e da quelli Diocesani di Cagliari e Oristano) perché mettono in luce datazioni precise e vicende spesso sconosciute.

Hanno poi arricchito la conferenza una serie di curiosità relative ai rettori di Laconi, alla commissione di opere d’arte, alle tre confraternite che hanno operato nella parrocchia laconese e ai luoghi di sepoltura utilizzati a Laconi dal ‘500 alla prima metà dell’800.

R.C.


 

Sta per partire la nuova campagna abbonamenti de L'ARBORENSE per il 2026!

A soli 30 euro 45 numeri che arrivano direttamente a casa.

Prenotati!

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon