Lunedì, 19 Gennaio 2026

 

C’è anche un po’ del nostro territorio nel docufilm Caravaggio a Roma. Il viaggio del giubileo nelle sale cinematografiche i giorni 1, 2 e 3 dicembre. Nel documentario diretto da Giovanni Piscaglia, su soggetto di Didi Gnocchi, la sceneggiatura, infatti, è di Eleonora Angius, originaria di Villaurbana. 32 anni, laureata all’Accademia di Belle Arti di Sassari, ha conseguito una specializzazione in Arti, patrimoni e mercati all’Università Iulm di Milano. 

Dopo diverse esperienze in redazioni e case di produzione televisive, dal 2019 è autrice per 3D Produzioni, dove si occupa della scrittura di servizi di approfondimento per il magazine Artbox e realizza documentari d’arte, intervistando curatori, studiosi e critici. Per Sky Arte, Eleonora ha curato alcune puntate della serie Musei, mentre su La7 sono andati in onda alcuni suoi documentari dedicati al mercato e al collezionismo d’arte contemporanea.

È sempre per Sky Arte che nel 2025 ha scritto Caravaggio e il Giubileo, su soggetto di Didi Gnocchi e regia di Pino Di Marco e successivamente la sceneggiatura del docufilm per il cinema, appunto, Caravaggio a Roma. Il viaggio del Giubileo. Si tratta di un docufilm che propone uno sguardo nuovo e profondo sulla dimensione spirituale di Michelangelo Merisi, l’artista che ha saputo interpretare in modo personale e drammatico i valori del Giubileo, mosso da un continuo bisogno di redenzione.

Il documentario ripercorre il cammino interiore di Caravaggio, segnato dal peso del peccato, dallo smarrimento e da un incessante desiderio di misericordia. Come spiega lo storico dell’arte Claudio Strinati Caravaggio è pittore del sentimento e il Giubileo è sentimento, non è ragionamento.

Per questo fu proprio durante l’Anno Santo del 1600 che Michelangelo Merisi trovò la sua consacrazione, presentando due tele destinate a cambiare per sempre la storia dell’arte e la sua vita: la Vocazione e il Martirio di San Matteo. Da quel momento, la pittura di Caravaggio non fu più la stessa: abbandonò le scene quotidiane per dedicarsi interamente al sacro, trasformando l’arte in specchio di una fede tormentata, intrisa di misericordia e di un profondo bisogno di redenzione.

Questa urgenza si fece ancora più intensa dopo la condanna a morte e l’esilio, quando le sue opere si fecero cupe e drammatiche. Con i suoi appelli al perdono rimasti inascoltati, Caravaggio morì infatti da peccatore, in viaggio verso Roma, alla ricerca di una grazia che non riuscì mai a ottenere.

Tra luce e tenebra, colpa e pentimento, il film dalla sceneggiatura della giovane villaurbanese restituisce il ritratto intimo e potente di un uomo capace di scorgere la bellezza persino nel peccato. Un artista fragile e universale, che nel Giubileo 2025 torna a commuovere con la forza senza tempo della sua pittura.

A.D.


40 13 02 locandina caravaggio e la fede


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