Grande ed partecipazione di pubblico, nella splendida location della chiesa romanica della Madonna delle Grazie a Zeddiani, per la prima edizione di Torraus a su connotu: Ri-scopriamo Maria Pintacaoru po s’anima de is mortus.
* di Emanuele Mura
L’evento si è svolto il 1° novembre, festa di Tutti i Santi il giorno prima della Commemorazione dei defunti, e aveva come obiettivo quello di ricordare a tutti un’antica tradizione che si è svolta fino a sessanta anni fa, molto sentita in paese perché legata al culto dei morti. Attraverso la preghiera e la solidarietà si desiderava favorire il passaggio dei propri cari defunti dal purgatorio al paradiso: per questo motivo, si usava donare a chi ne aveva bisogno i beni alimentari che le famiglie più facoltose avevano a disposizione.
La tradizione, molto diffusa nell’immediato dopo-guerra, avveniva in questo modo: solitamente il sacrestano, che svolgeva la sua funzione a titolo gratuito, si travestiva con abiti femminili del colore del lutto e il viso dipinto con la cenere per non farsi riconoscere e girava per le case, chiedendo viveri in memoria dei defunti per consegnarli ai più bisognosi. Questa tradizione popolare era quasi dimenticata.
Promossa dall’Associazione culturale s’Anaedda, con la collaborazione della Pro Loco e patrocinata dal Comune, la manifestazione ha unito memoria storica e culturale, all’insegna della solidarietà, coinvolgendo adulti e bambini in un pomeriggio ricco di emozioni.
La prima parte della manifestazione si è svolta nel piazzale della chiesa con l'aiuto del gruppo teatrale locale, formato da grandi e piccini: è stata impersonata la figura di Maria Pintacaoru, quasi a sfatare le paure che gli stessi genitori inculcavano nei figli. I dialoghi e le canzoni scritte da Greca Firinu, che ha curato anche la regia, hanno toccato diversi problemi sociali, come solidarietà, sanità e rapporti intergenerazionali. All’interno del momento anche uno spazio dedicato alla riscoperta dei giochi di una volta.
Alla fine, tutti i partecipanti, ai quali si sono associati anche altri gruppi, hanno sfilato per le vie del paese. Il percorso ha animato il centro storico, creando un’atmosfera suggestiva e coinvolgente. Il cibo raccolto durante la serata è stato donato alla Caritas parrocchiale che si occupa di sostenere le famiglie bisognose.
Anche il parroco, don Valerio Casula, ha dato il proprio contributo documentando con foto e filmati tutta la manifestazione. A conclusione della serata la Pro Loco ha offerto ai presenti la cena tradizionale con gli spaghetti al sugo; i dolci tipici sono stati offerti dall’Amministrazione comunale e dall’Associazione S’Anaedda, permettendo a tutti di vivere un momento di convivialità e rafforzare i legami di amicizia: un’esperienza sicuramente da ripetere. Siamo felici di aver riportato in vita una parte della nostra memoria collettiva, hanno commentato gli organizzatori.
Vedere i bambini e le famiglie partecipare con entusiasmo è il segno che le tradizioni possono continuare a vivere nel tempo e vanno recuperate. L’appuntamento, nato con l’intento di riscoprire e valorizzare un’usanza del passato, ha riscosso, dunque, un notevole successo e promette di diventare un evento annuale stabile.


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