Oltre 200 partecipanti hanno preso parte, a Ovodda, alla Giornata dell'Azione Cattolica diocesana. La comunità ha accolto i partecipanti con la straordinaria cortesia e calore contraddistingue il paese di Ovodda.
* di Filippo Scalas
Un ringraziamento particolare va all’AC locale e all’Amministrazione Comunale che gentilmente ci ha messo a disposizione le sale per gli incontri. La festa della pace dell'Azione Cattolica Diocesana, che aveva come slogan La pace in azione, ha visto la partecipazione di numerosi soci e simpatizzanti, tra adulti, giovani e bambini.
Un evento che ha saputo unire le diverse generazioni, promuovendo riflessione, dialogo e impegno verso la pace. La mattina è iniziata con il benvenuto dei partecipanti, che si sono subito immersi nelle diverse attività pensate per le varie fasce di età. Attraverso un momento di preghiera si è introdotta la riflessione che ci ha accompagnato in tutta la giornata.
La Presidente diocesana, Rita Serpi, ha rivolto a tutti i partecipanti un saluto e una riflessione fondata sull’impegno che, come associazione, vogliamo confermare ogni giorno, che è quello di spenderci come singoli e come comunità per essere concretamente artigiani di pace e di favorire lo sviluppo umano e cristiano della società, tanto più in questo anno nel quale celebriamo il Giubileo.
Gli adulti hanno avuto l'opportunità di partecipare a una riflessione sul tema della giustizia riparativa, guidata da don Enrico Perlato. Partendo dal brano del vangelo della pesca miracolosa, il relatore ha invitato i presenti a riflettere sul potere del perdono e sulla capacità di riparare i legami spezzati, affrontando anche le difficoltà legate ai conflitti. Le testimonianze di persone che hanno vissuto in prima persona situazioni difficili, come la vedova del commissario Calabresi, Agnese Moro e Franco Bonisoli, hanno dato un ulteriore spessore alla riflessione, arricchendo il dibattito e suscitando una grande partecipazione.
La giustizia riparativa, ci ha detto don Enrico, offre spazi relazionali, nel dialogo, per affrontare i danni, ricostruisce fiducia, risana ferite e fratture personali e della società, previene, crea responsabilità e benessere. Essa è utile perché riguarda le comunità di cura: interessate a un reato o al danno nella comunità (autore, vittima, comunità) con un approccio a modelli riparativi (conferenze, circoli, mediazione reo-vittima). Questo approccio riparativo rileva i conflitti sociali e propone percorsi riappacificativi condivisi.
Nel frattempo, i bambini dell’Azione Cattolica Ragazzi (ACR), divisi in due gruppi, hanno partecipato a attività creative, come la realizzazione di trenini della pace e la preparazione di provini cinematografici sul tema della risoluzione dei conflitti.
I ragazzi, dai 6 ai 14 anni, hanno potuto esprimere in modo ludico il loro pensiero su come affrontare le difficoltà quotidiane in contesti come la scuola, la casa e lo sport, imparando a risolvere i conflitti con dialogo e comprensione. A fine mattinata, i partecipanti hanno condiviso il pranzo al sacco seguito da un momento di convivialità con balli e musica sarda, realizzato dai bravissimi giovani di Ovodda, che ha permesso di rafforzare i legami tra le diverse persone presenti. Nel pomeriggio, c’è stata la restituzione delle attività svolte, con una riflessione collettiva su quanto emerso durante la mattinata.
La giornata è poi proseguita con una marcia della pace, che ha unito tutti i partecipanti in un cammino simbolico per la promozione di un mondo più giusto e sereno. Il culmine dell'evento è stata la Santa Messa, presieduta da don Gerardo Pitzalis, Assistente Unitario diocesano AC, che ha ricordato l'importanza di testimoniare ogni giorno i valori cristiani di amore e servizio verso gli altri, sottolineando come il perdono e la riconciliazione siano fondamentali per la pace.
Un’esperienza che ha lasciato nei partecipanti una forte sensazione di serenità, senso comunitario e speranza, un impegno che potrà continuare a rinnovarsi nella vita quotidiana.
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