Domenica, 16 Agosto 2026

 

A Milis c’è il mondo. Nella Casa Bagnolo, uno spazio dedicato alle residenze d’artista, arrivano creativi da ogni angolo della Terra: Canada, Stati Uniti, Nord Europa, Australia, sono solo alcuni tra i Paesi da cui giungono richieste per trascorrere tre mesi immersi nella quiete di questo piccolo centro della Sardegna, con l’obiettivo di produrre arte. 

di Antonello Carboni

La casa, un’antica dimora in pietra, restaurata negli ultimi anni, ospita gli studi di sei artisti, che ogni trimestre si alternano in quello che è diventato un vero e proprio ritiro creativo. L’idea è nata da Francesca Sassu, manager della progettazione culturale, che ha trovato terreno fertile nella disponibilità di Antonella Puggioni, proprietaria della casa. Siamo andati a curiosare in occasione degli studi aperti, che si tengono il sabato sera, e abbiamo incontrato alcuni tra i protagonisti di questa straordinaria avventura artistica.

Francesca, lei ha lavorato a lungo con le amministrazioni pubbliche, poi ha deciso di creare un progetto tutto suo. Ce ne vuole parlare?

Sì, dopo aver lavorato per quindici anni in ambito no profit e con le Amministrazioni pubbliche, ho pensato di sviluppare un progetto di lungo periodo. Così è nata Nocefresca, per gestire questa idea.

In cosa si differenzia questo progetto dagli altri dell’associazionismo?

Solitamente assistiamo a festival e iniziative, spesso itineranti che non garantiscono alle comunità una continuità, se non quella dettata da finanziamenti pubblici. Io ho voluto far interagire l’arte con i territori affinché si creasse un dialogo stabile e si ponesse come strumento di crescita sociale e culturale per le comunità.

È contenta di aver scelto Milis?

Assolutamente sì. Qui ho trovato da subito grande disponibilità da parte della popolazione. Ho visitato molte località prima di decidere di far nascere qui il progetto.

Cosa offre Nocefresca?

Offre un’esperienza di residenza artistica: un soggiorno lungo, da uno a tre mesi, con la possibilità di avere sia l’alloggio sia uno studio privato a disposizione, oltre naturalmente a tutta l’assistenza pratica e il supporto per qualunque esigenza.

A Milis arrivano soprattutto artisti visivi, scrittori e designer, che trovano linfa vitale per alimentare il proprio lavoro in uno scambio costante con i residenti e il territorio. Il tema di quest’anno è l’esplorazione del territorio attraverso lo sguardo degli abitanti.

Abbiamo incontrato Sergio Adrian Oviedo, artista messicano, che ha sviluppato un interessante progetto con la comunità.

Adrian, in che modo ti sei connesso con gli abitanti?

La mia intenzione era conoscere la gente del luogo, così ho chiesto a Riccardo, il curatore di Casa Bagnolo, di presentarmi. Siamo andati a casa della signora Pinuccia, della signora Maria e di altre persone, e le ho conosciute.

Quale idea ti è venuta per il tuo progetto?

Ho scattato 33 fotografie, tre per ciascuno degli undici soggetti coinvolti, e ho poi realizzato caricature che ho stampato, trasformandole in una sorta di figurine, come quelle degli album dei calciatori. Le persone sono state amabilissime: mi hanno aperto le porte, offerto dolci e vernaccia!

Come hai conosciuto Casa Bagnolo, partendo dal Messico, da Monterrey, la tua città di origine?

Attraverso il passaparola. Non l’ho scoperta direttamente in città, ma in Texas, grazie a un amico.

Infine, in un viavai di ospiti che cominciano ad arrivare nel meraviglioso giardino di Casa Bagnolo abbiamo parlato con Antonella Puggioni, la padrona di casa.

Antonella, l’incontro con Francesca sembra aver dato vita a un modello sostenibile e perfettamente funzionante.

Ho abbracciato questo progetto immediatamente: un’idea che è diventata anche uno stile di vita. Con l’Associazione Pepebianco supportiamo il lavoro di Nocefresca.

Come ha reagito la comunità?

All’inizio c’era una timida curiosità: vedevano stranieri passeggiare per le strade, andare al bar per un caffè. Certo, la lingua può essere un limite iniziale.

Ma poi le barriere, grazie all’arte, sono state abbattute?

Sì, alla fine le persone si avvicinano. Per me è uno stimolo e una sfida per fare sempre meglio.

 

Galleria fotografica

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