In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che, per volontà di papa Francesco, nel 2025 coincide con il Giubileo dei Migranti e del mondo missionario, la parrocchia Santa Maria Maddalena a Nuragus propone, giovedì 2 ottobre alle 18.30, l’incontro con Cheikh Diattara e la presentazione del volume E ora vi racconto Cheikn, Maestro di Felicità di Emanuela Nava, con illustrazioni di Anna Sutor.
* di Marco Demara
Una proposta nata dalla collaborazione tra la parrocchia di Nuragus e La Matrioska, laboratorio tessile creativo e sociale di Quartu Sant’Elena, e la Libreria Paoline di Cagliari. Papa Leone, nel messaggio che prepara e accompagna la giornata, riprendendo il Catechismo della Chiesa Cattolica, dichiara: La virtù della speranza risponde all’aspirazione alla felicità, essa assume le attese che ispirano le attività degli uomini, la ricerca della felicità, e la prospettiva di trovarla altrove, una delle principali motivazioni della mobilità umana contemporanea.
E incontro, speranza e felicità sono proprio le parole che si vogliono attraversare e significare in un appuntamento che, moderato dal parroco don Patricio, già si annuncia meritevole di grande attenzione comunitaria perché pensato non come la tradizionale presentazione di un libro, rispetto alla quale vorrebbe essere tutto un altro paio di maniche, ma come una preziosa opportunità per rammendare i buchi creati dai pregiudizi, dagli stereotipi, dai razzismi e per ricamare ascolto, empatia, prossimità, cooperazione.
Cheikh, il protagonista della storia che verrà raccontata, è un sarto, uno che taglia e cuce in senso stretto, con i tessuti, e in senso lato, con le parole: un campione di pallacanestro in sedia a rotelle, un musicista di tamburi sabar con la grande capacità di affrontare le difficoltà della vita, di cucire i bottoni e sciogliere i nodi della vita. Il nome Cheikh, il cui significato è maestro di felicità, anagrammato diventa Kechic, il marchio di una sartoria multiculturale. Il passaggio dal nome all’anagramma è possibilità di sintesi per una storia che, con ago e filo, unisce mondi diversi e lontani: Africa ed Europa, Senegal e Italia, Dakar e Milano.
Il filo si aggroviglia, si allenta ma non si spezza e la cruna dell’ago fa passare una speranza che diviene progetto, un sogno che diventa realtà: un mix di tessuti, africani ed europei, diventa così un capo unico e irripetibile, la vita di Cheikh. L’invito alla partecipazione è rivolto non solo alla comunità parrocchiale ma a tutti coloro che vogliono lasciarsi provocare da questo maestro di felicità.
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