Mercoledì, 29 Aprile 2026

 

L’artigianato è giovane ma ha più di 3000 anni. Marco Franceschi, segretario Provinciale di Confartigianato, racchiude in queste parole il senso profondo della vitalità di una attività umana senza tempo.

* di Antonello Carboni

L’artigianato offre una qualità della vita e del fare che è necessaria e ti mantiene sospeso nella letizia: non si spiegherebbe altrimenti la volontà di medici che non desiderano altro che andare a produrre olio, dentisti che aspirano di imbottigliare il loro vino. Non sono convinto che un direttore di banca sia più felice di un falegname, afferma il Segretario Provinciale. 

I dati che emergono dal comparto dell’artigianato in Provincia di Oristano, effettivamente, sono estremamente positivi. Nasce una nuova impresa ogni due giorni, e il sistema economico artigiano pesa sulla bilancia commerciale per il 21% di tutte le attività produttive presenti sul territorio. Certo, nulla è semplice, esistono difficoltà, il mantenimento delle posizioni comporta sacrificio, attenzioni, e un sistema di congiunture favorevoli che devono essere attivate da diversi punti di vista, non ultimo il rapporto con le Istituzioni.

A sottolineare come le piccole e medie imprese e gli artigiani stiano attraversando un momento ancora delicato, lo riferisce l’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, che segnala come alcune imprese siano state fortemente colpite dalla crisi. Le chiusure degli anni della pandemia hanno messo in ginocchio tante attività ma nonostante tutto restano uno tra i motori dell’economia territoriale: molte sono ripartite e hanno resistito, alcune si trovano ancora in una posizione di galleggiamento.

A fine 2024 si sono registrate due imprese ogni 100 abitanti, per un totale complessivo di 2324 attività che impegnano circa 6000 occupati. Ci sono le imprese di costruzioni, le autoriparazioni, le manifatture, il trasporto merci, l’alloggio, la ristorazione e tanti altri piccoli settori che complessivamente hanno determinato un valore aggiunto di 230 milioni di euro. Elisa Sedda, presidente di Confartigianato Imprese di Oristano, sostiene che nonostante il segnale ancora positivo del trend economico territoriale e dalla stabilità del numero delle imprese, l’economia potrebbe essere migliore.

Secondo la presidente il comparto rappresenta la spina dorsale dell’economia: Il nostro territorio ha risorse enormi, in primis quelle umane, culturali e imprenditoriali. Ma serve una visione condivisa, e su questo siamo pronti a fare la nostra parte come Associazione, portando idee, ascolto e proposte concrete. In questi mesi, parlando con tanti artigiani, ho capito una cosa semplice: non cercano assistenza, ma strumenti per camminare con le proprie gambe. È su questo che dobbiamo puntare. Non possiamo più permetterci politiche scollegate dalla realtà. Il futuro si costruisce con chi lavora ogni giorno

sul campo. Purtroppo tanti problemi affliggono la categoria sul territorio nazionale: su tutti, i rincari sulle bollette, ormai alle stelle, che hanno subito un aumento del 70% in tre anni. A questo aggravio si aggiunge anche il costo del denaro: l’aumento dei tassi ha prodotto nelle tasche delle banche 15 milioni di euro che, per i nostri artigiani locali, pesano come un macigno sull’economia aziendale.

Problemi che urgono e che non sono più rimandabili, soprattutto alla luce del fatto che i giovani stanno sempre più dirigendosi verso altre mete. In tutta Italia ogni anno 700 mila neolaureati cercano lavoro all’estero. Dei giovani rimasti in Sardegna, la scure demografica dice che l’Oristanese è passato da 44 mila del 2024 a 18mila, di età compresa tra i 13 e i 35 anni, nel 2025, facendo registrare una perdita netta del 41%. Dietro ogni impresa artigiana della nostra Provincia c’è una storia di impegno, spesso di fatica, ma sempre di grande competenza e determinazione. Oggi più che mai serve che le Istituzioni facciano la loro parte per rendere davvero possibile fare impresa in Sardegna, senza sentirsi penalizzati rispetto al resto d’Italia o d’Europa. Non chiediamo privilegi, ma condizioni eque: infrastrutture, meno burocrazia, accesso al credito e una fiscalità più giusta, rilancia Elisa Sedda.

In tutto questo magma di incognite misto a spiragli di luce, pesano le incertezze dell’ultim’ora derivate dalle politiche dei mercati internazionali. Il Segretario Provinciale Marco Franceschi ci ricorda che per mantenere in piedi una piccola impresa individuale o una piccola società con qualche addetto è necessario comunque sostenere costi che rappresentano un esborso incomprensibile e ingiustificabile, il costo del lavoro e della tassazione sono ormai divenuti eccessivi.

Il panorama delle imprese artigiane oristanesi è impegnato per poco meno del 50% da imprese di costruzioni e un’altra buona fetta di attività è rappresentata dalle aziende manifatturiere e dalla food economy. Sicuramente ci sono segnali estremamente positivi ma non sufficienti a garantire un orizzonte stabile.

Per questo il Segretario lancia un appello: chiediamo agli Amministratori e alla Politica di puntare sulle piccole imprese per continuare a creare speranze di sviluppo perché il futuro del territorio oristanese è nelle mani delle imprese e dei cittadini e questo passa anche attraverso un concreto sfruttamento dei fondi del PNRR, una preziosa opportunità che abbiamo a portata di mano e che dobbiamo riuscire a cogliere in termini concreti. È necessario battere tutte le strade affinché si attivino una moltitudine di processi volti a sostenere e incentivare l’intero comparto, una catena che la società non può permettersi di spezzare.

Ultimamente sono state numerose anche le attività commerciali che hanno abbassato la serranda, per una infinità di fattori, non ultima la spietata concorrenza del mercato online. Ma gli artigiani hanno una carta unica da giocare, che spesso non si inserisce in una logica fortemente concorrenziale, al contrario, come una presenza unica e indispensabile.

La loro specificità e settorialità del lavoro è il punto di forza che li contraddistingue. I dati inerenti agli occupati sono assai positivi, nel senso che il 47,8% sono under 35, e 348 imprese artigiane, su 2324, sono imprese femminili giovanili.

Il Presidente Provinciale dei Giovani Imprenditori Lorenzo Finotto, è convinto sostenitore di una Sardegna che dovrà sempre avere come ambizione e come obiettivo principale quello di diventare un territorio che sappia valorizzare le sue enormi potenzialità, le straordinarie risorse umane, per determinare una nuova stagione che possa consentire all’Isola di riprendere velocità sulla via dello sviluppo, per offrire, alle attuali e future generazioni, prospettive di lavoro, di crescita, di benessere individuale e collettivo.

Per Lorenzo Finotto la chiave di volta è il gioco di squadra, ovvero la necessità di fare sistema attraverso un cambio di prospettiva, a partire dal linguaggio condiviso, dall’apertura al cambiamento, alla trasformazione, al recepimento delle esperienze di eccellenza: Osserviamo ultimamente un interessante tendenza di nuove imprese giovani a forte contenuto tecnologico, un ritorno verso il nostro territorio di giovani dotati di esperienze e titoli che non si arrendono al declino e anzi rilanciano preferendo un lavoro concreto, libero, indipendente e creativo.

Le opportunità insomma non mancano e il sostegno strategico nemmeno. Con un bel bagaglio di professionalità ed esperienza si può andare incontro ai propri sogni.


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