Dal 19 al 20 luglio 2025, l’Associazione Turistica Pro Loco di Tonara, d’intesa con il Comune, con la supervisione artistica della testata Sa Scena e con la compartecipazione finanziaria della Fondazione di Sardegna e del Centro Commerciale Naturale Ilalà di Tonara, darà vita alla terza edizione di Intranno in Sonu, la Rassegna Nazionale di campanacci che, già dal nome, richiama l’insieme delle attività produttive e i risvolti connessi.
Intranno in Sonu sarà un grande contenitore culturale con dibattiti sull’economia generata dalla produzione dei campanacci e sulle ripercussioni culturali, antropologiche ed etno-musicali correlate a essi e al contesto socio-economico locale. Verterà su un confronto con le altre realtà del Mediterraneo, dove i campanacci vengono forgiati con le stesse modalità tecniche delle botteghe artigiane di Tonara.
L’iniziativa sarà arricchita da esibizioni musicali che valorizzano le sonorità dei campanacci e ospiterà una sfilata delle maschere tradizionali della Sardegna che li indossano. All’interno della rassegna culturale e fieristica si svolgerà anche la Terza Edizione del Concorso di poesia e racconti in lingua sarda dal titolo Tiu Pera Sulis - Sonos e Versos de Memoria. La rassegna si svolgerà a cavallo tra la Sagra del Torrone e Autunno in Barbagia, iniziative delle quali replicherà gli intendimenti di valorizzazione dei prodotti locali e del territorio, così come delle tradizioni e della cultura e degli intorni circostanti.
L’intento è quello di risvegliare l’interesse generale intorno a questo prodotto identitario della Sardegna, instaurando rapporti di collaborazione con altre realtà culturali, come il Museo delle Maschere di Mamoiada e con gli artisti che li utilizzano come strumenti musicali. Ma l’obiettivo è anche incrementarne la produzione, con l’auspicio che i giovani di Tonara riscoprano quest’arte antica, stimolati dalla possibilità che il campanaccio divenga anche oggetto di uso quotidiano, d’arte e di design.
Le tre botteghe artigiane attualmente presenti a Tonara producono annualmente circa 50mila pezzi, che rappresentano il 50% del mercato globale dei campanacci in Sardegna. L’auspicio degli organizzatori è che tale produzione possa crescere anche grazie a questa iniziativa, stimolando l’apertura di nuove botteghe e il conseguente allargamento del mercato. L’iniziativa è rivolta quindi agli allevatori, che potranno trovare a Tonara opportunità di acquisto e di confronto con altri prodotti, e agli studiosi della cultura etno-musicale e dell’antropologia dell’Isola, oltre ai giovani interessati ad approfondire la loro conoscenza della storia locale e a trovare opportunità di lavoro.

Zoe Pisa (credits Andrea Verzola)
Ma perché organizzare una grande rassegna fieristica sui campanacci? Perché Tonara, 1.750 abitanti, 910 metri sul livello del mare, è l’unico centro in Sardegna in cui ancora oggi si producono i campanacci, cioè sonaggias e pitiolos, per i circa quattro milioni di pecore presenti sull’Isola. Nelle tre botteghe artigiane rimaste, oggi i maistos pitiolargios di Tonara tramandano i segreti di questa arte arcaica la cui origine si perde nella notte dei tempi. Dalle poche testimonianze orali sembrerebbe che fino a metà del 1800 l’arte di produrre i campanacci si svolgesse così come gli avi nuragici l’avevano tramandata di generazione in generazione.
Il fascino, la particolarità e l’unicità di questa arte, rispetto alle poche altre realtà esistenti nel bacino del Mediterraneo, consistono nel fatto che il campanaccio di Tonara prima di essere messo in vendita deve essere intrau in sonu o postu in sonu, cioè accordato proprio come uno strumento musicale. Intrare in sonu è dunque la fase conclusiva del procedimento di fabbricazione di un campanaccio ed è un segreto che si impara solo dopo anni di apprendistato nella bottega. E questo segreto su sonaggiargiu lo insegnerà solo a s’ischente, solitamente suo figlio.
Gli artigiani tonaresi continuano così a fabbricare i loro campanacci nelle vecchie botteghe con le pareti coperte di fuliggine, dando vita e suono a quegli armonici oggetti di metallo che portano la musica tra le greggi, ancora così come probabilmente avveniva migliaia di anni fa.
L’edizione 2025 di Intranno in Sonu, si connota quindi come un contenitore di eventi culturali e musicali con lo scopo di sottolineare gli aspetti legati alla musicalità dei campanacci che dovrebbe, nel tempo, far sì che il campanaccio di Tonara da oggetto sonoro diventi strumento musicale a tutti gli effetti. Il campanaccio viene oggi utilizzato da numerosi gruppi di maschere tradizionali e anche per questa ragione, costituisce l’oggetto forse più identitario della Sardegna.
Pro Loco di Tonara
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