Federica Spiga è una tra le poche giovani ballerine sarde che si distinguono fuori dall’Isola, costruendo passo dopo passo una carriera solida e promettente nel mondo della danza classica. La ballerina oristanese, 22 anni, oggi stabilmente a Milano, è stata tra le protagoniste dello Schiaccianoci portato in scena dal TAM Ballet nelle date del 20, 21, 23 e 24 dicembre. Un’esperienza particolarmente significativa perché ha segnato il ritorno artistico nella sua terra, nell’ambito della tournée natalizia al Teatro Lirico di Cagliari.
* di Elia Sanna
Esibirmi nell’Isola è sempre emozionante, ha raccontato Federica Spiga. Ballare davanti al pubblico di casa ha un valore speciale. Sono stata ancora più felice del solito, ha aggiunto, perché è un’occasione per far vedere tutto ciò per cui ho lavorato alle persone a cui voglio più bene, come mio nonno Pino. Il balletto va vissuto dal vivo ed è bello poter condividere con il pubblico il lavoro che c’è dietro. È uno spettacolo molto apprezzato anche dai più piccoli: chissà che qualcuno non ne rimarrà affascinato.
Il percorso di Federica Spiga si intreccia con quello della giovane compagnia TAM Ballet, con sede stabile al Teatro Arcimboldi di Milano, uno tra i palcoscenici più prestigiosi del panorama nazionale e internazionale. Una realtà che rappresenta un ponte tra la grande tradizione del balletto classico e nuove sensibilità artistiche, dando voce a una nuova generazione di danzatori italiani. Federica si è formata professionalmente all’Accademia Ucraina di Balletto, scuola internazionale nata nel 2005 al Teatro delle Erbe di Milano su impulso di Gianmario Longoni e sotto la direzione artistica di Caterina Calvino Prina.
Proprio con il TAM Ballet, la compagnia diretta dalla stessa Calvino Prina, la ballerina oristanese ha trovato un contesto ideale per crescere artisticamente, affrontando grandi capolavori del repertorio classico accanto a progetti più innovativi. Un percorso sostenuto fin dall’inizio dalla famiglia: i genitori Ettore Spiga e Alessandra Franceschi e il fratello Lorenzo. Federica ha frequentato la nostra Scuola di Danza Milene fino ai 14 anni, ha ricordato Milena Cappai, titolare della scuola di ballo di Oristano.
Un grande talento, come tante altre nostre allieve. Ho seguito passo dopo passo il suo percorso all’Accademia Ucraina di Balletto e ho spesso assistito a Milano alle sue esibizioni. Sono stata presente anche a Cagliari per la tournée in Sardegna. E a proposito della scuola Milene, così racconta Federica: Ho iniziato a danzare da bambina, avevo quattro anni, alla Scuola Milene di Oristano. Lì mi sono innamorata della danza classica. Passavo i pomeriggi a ballare, guardare video di balletti e ascoltare musica classica. Con il tempo ho capito che questo era il mio linguaggio. È una disciplina che richiede rigore e sacrificio, ma restituisce tantissimo, soprattutto dal punto di vista umano.
Il trasferimento a Milano è stato una scelta naturale, anche per motivi familiari: È il luogo giusto per crescere artisticamente. Le giornate, oggi, sono scandite da ritmi intensi: Inizio alle 8 del mattino e finisco a tarda sera, tra lezioni, prove e spettacoli. Per mantenere un livello elevato servono dedizione totale e grande disciplina.
Accanto all’attività artistica, Federica porta avanti anche il percorso universitario: frequenta il corso di Scienze biologiche all’Università eCampus, riuscendo a conciliare studio e professione. Anche all’interno del TAM Ballet non manca il legame con la Sardegna.
Sono stata molto contenta di ritrovare Elena Boneddu nella compagnia, ha raccontato Federica. Sapere che ci sono anche altri sardi è importante. Lontano dall’Isola, condividere le stesse radici ti fa sentire meno distante. Quando una rientra, porta sempre all’altra qualcosa di tipico della nostra terra, soprattutto i dolci. Lavorare in una compagnia diretta da Caterina Calvino Prina e nata dalla visione di Gianmario Longoni è una grande opportunità, ha sottolineato. Pretendono sempre il massimo e questo stimola a migliorarsi continuamente. È anche grazie a loro se oggi posso fare questa professione in Italia, nonostante la carenza di corpi di ballo stabili. Un messaggio finale ai giovani sardi che sognano la danza? Sì, ma con grande consapevolezza. È una strada fatta di sacrifici e rinunce, ma offre opportunità straordinarie. Ho rinunciato a tante cose della mia adolescenza, però è la mia vita e non la cambierei. Se la passione è forte, consiglio ai giovani sardi di non avere paura di prendere il volo: la nostra Isola sarà sempre casa e saprà sempre accoglierci.
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