Mercoledì, 23 Ottobre 2019

Progetto1

Sa Figu Morisca , in italiano il fico d'India, è il frutto di una pianta cactacea diffusissima in Sardegna. Ha origini messicane e fu importata in Europa dagli spagnoli...

di Mirco Mele

La pianta fiorisce tra il mese di aprile e il mese di giugno, mentre nel periodo di luglio nascono i frutti di forma ovoidale, ricoperti di una peluria spinosa. Il frutto matura tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, presenta una scorza spessa che a seconda della varietà può mostrarsi in diverse colorazioni: dal giallo, al verde, all’arancio fino ad arrivare al rosso. La polpa, succosa e zuccherina, raccoglie all’interno numerosi semi croccanti commestibili.

figu morisca mirco fichi dindia 5

Anche le pale (foglie) della pianta sono commestibili, possono essere consumate sia crude che cotte dopo essere state attentamente private delle spine e della buccia.

I frutti raccolti che non hanno raggiunto la maturazione, devono essere lasciati a maturare a temperatura ambiente, dopodiché vanno riposti in frigorifero dove si manterranno solo per pochi giorni. Oggi, dire che si coltivano i fichi d'india fa strano! La riscoperta di questo frutto ha generato un mercato, dando la possibilità ai consumatori di trovarli sui banchi dei mercati e nei reparti ortofrutticoli dei super mercati.

figu morisca mirco fichi dindia 8

Un tempo i fichi d’india venivano colti dai poveri per il fabbisogno alimentare o solo per sfamare i maiali insieme a ghiande e fave secche. Le alternative di consumo dei fico d’india sono molteplici: possono essere consumati freschi, usati per realizzare confettura, liquori o la sapa.

La sapa di fichi d’india si prepara nel mese di settembre, quando il frutto ha raggiunto una maturazione ottimale, e in antichità sostituiva la sapa di mosto d’uva. Un tempo i poveri, non potendo permettersi la coltivazione di vigneti, non disponevano del mosto; con i fichi d’india potevano realizzare quei dolci tradizionali (in particolare il pan'e saba) che si basano su quest’ingrediente.

La Sapa di fico d’india

Ingredienti per 1 kg di sapa

  • 5 kg di fichi d’india puliti
  • La scorza secca di 2 arance
  • Un mazzetto di infiorescenza di finocchietto selvatico 

figu morisca mirco fichi dindia 3

Come procedere:

Eliminare la scorza del frutto iniziando dalle due estremità, incidere centralmente il fico d’india e prelevare il frutto. Pulite tutti e cinque i kg. Mettete la polpa in una pentola capiente e proseguite con la prima cottura a fuoco medio-basso per 40 minuti circa.

figu morisca mirco fichi dindia 7

Questo passaggio servirà per favorire il distacco dei semi dalla polpa. Quando i frutti si saranno scomposti e trasformati in liquido, colateli con un colino a trama medio larga, in modo da separare i semi dal succo.

figu morisca mirco fichi dindia 6

Versate il succo privo dei semi all’interno della pentola, aggiungete la scorza essiccata di arancia e il finocchietto, fate cuocere a fuoco medio per 7 ore. Trascorso il tempo di cottura, il prodotto si ridurrà di un quinto, raggiungendo una densità ideale per essere utilizzato come ingrediente per la pasticceria tipica regionale.

figu morisca mirco fichi dindia 2

 

Versate il prodotto ancora caldo nei vasetti in vetro precedentemente sterilizzati, chiudete ermeticamente con il tappo e capovolgete il contenitore fino a raffreddamento del prodotto affinché avvenga il processo di conservazione. Se i passaggi della conservazione sono fatti correttamente, la sapa avrà una durata tra i 2 e i 4 anni.

figu morisca mirco fichi dindia 4

 

Buon divertimento!

Malvasia Amabile F.LLI Porcu “Malvasia di Bosa”.

flli porcu malvasia 2

La malvasia di Bosa DOC amabile dell’azienda vitivinicola Fratelli Porcu è un vino prodotto dai vigneti di Su 'e Giagu, località collinare nel territorio di Modolo, a pochi chilometri da Bosa. Il vigneto fu impiantato nel 1975 dal parroco del paese don Giuseppe Porcu, introducendo il sistema di allevamento a Guyot su una superficie di 20.000mq a monocoltura di Malvasia.

Successivamente, il nipote Carlo si prese cura del vigneto, e con passione traghetta lungo il corso del nuovo millennio il destino di questo vino di antichissima origine.

La veste con cui questa malvasia si presenta nel bicchiere è un giallo dorato lievemente pallido, ma non per questo privo di vivacità, brillante e consistente. Al naso, profumi complessi e intensi rivelano ricordi di mandorla amara, di frutta a pasta gialla disidratata, di fiori, con toni lievemente erbacei, speziati e salmastri. In bocca, la sapidità vince la freschezza; morbida e calda, è quasi dolce, intensa e persistente, equilibrata e fine.

Un ottimo abbinamento prima di fine pasto è versare qualche goccia di malvasia sopra il frutto del fico d’india precedentemente rinfrescato in frigorifero.

A fine pasto può accompagnare dolci tipici sardi e i mostaccioli di Oristano.

Temperatura di servizio 12-14°C, gradazione 14%. Prezzo euro 18,90

Photo credits: Mirco Mele

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon