Era dal 2019 che nella comunità di Samugheo non si festeggiava il pane. A causa della pandemia, dopo 21 anni consecutivi, si era dovuto interrompere l'appuntamento annuale con la Sagra del pane Su Tzichi. In realtà, negli ultimi anni l’associazione Su Tzichi, motore della sagra, aveva tentato di riprendere la consuetudine, ma per tanti motivi il progetto non si è potuto attuare.
* di Paola Matta
Quest’anno un gruppo di volontari è andato avanti imperterrito, mettendoci il cuore, anche spinto dalla richiesta di molti che in passato avevano vissuto e partecipato alla sagra del pane di Samugheo. E così, il 4 e il 5 ottobre, la Sagra è ripartita. Molto umilmente, senza aspettarsi grandi cose, perché dopo cinque anni non ci si poteva illudere di fare i grandi numeri di una volta.
Si può dire, però, che come in passato la Sagra del pane non ha deluso. Due giornate meravigliose, oltre ogni aspettativa, nonostante la giornata di domenica sia iniziata con la pioggia di primo mattino e sia proseguita con un po’ di freddo: ma il sole d’autunno ha fatto lavorare tutti con serenità. I due giorni sono stati intensi.
Sabato 4, nella Casa di Girone Mura, in mattinata sono arrivati i ragazzi delle scuole medie: hanno panificato e si sono goduti il lavoro che è stato reso più semplice dall’aiuto delle signore che, sin da bambine sotto la guida delle loro mamme e nonne, avevano imparato a panificare e che, a loro volta sono state d’esempio, con orgoglio, per i ragazzi delle scuole, guidandoli e spiegando loro come dalla semplice farina si ottiene il prodotto, ricchezza delle nostre tavole.
La sera si è animata Casa Amsicora di Giampaolo Frongia dove, partendo da un'apericena, si è potuto assistere a un concerto del trio femminile Su Cunzertu Antigu, il primo ensemble sardo interamente al femminile, che fonda le radici della tradizione con arrangiamenti moderni e sperimentali: con vari strumenti e con le loro voci hanno intrattenuto gli ospiti della serata. Domenica 5, prima dell'alba, gruppi di donne erano a lavoro nei vari siti del centro storico samughese, a impastare le farine per panificare e poter dimostrare, poi, ai visitatori i vari procedimenti e la cottura del pane.
Un ringraziamento particolare va ai proprietari dei siti storici, Is domos de Girone Mura, Annamariedda Sanna, Mammai Zucca, Diegu Saderi, Giuanni Caddeo e Giampaolo Frongia. Case costruite negli ultimi decenni del 1800 e nei primi anni del secolo scorso: hanno permesso, come sempre, che le loro proprietà venissero aperte e visitate, ammirando le costruzioni e gli arredi di una volta e, in alcune di esse, si è panificato ed esposto i manufatti di alcuni artigiani samughesi.
Sempre nella Casa Amsicora si è potuta ammirare una mostra fotografica e proiezioni di filmati della vita passata samughese con intervalli musicali eseguiti con il flauto traverso dalla signora Chiappini. In sa 'omo de Renato Frongia, una mostra fotografica, dalla zappatura del grano alla panificazione.
Ma tantissimi sono stati gli eventi che hanno fatto da cornice all’intera manifestazione mettendo in mostra i pani della tradizione samughese, gli oggetti antichi di uso comune e gli abiti della tradizione di Samugheo. Oltre agli espositori locali, è stata coinvolta anche la parrocchia: grazie al parroco don Diego, il salone parrocchiale ha ospitato l'esposizione dei tessuti da utilizzare per la confezione dei costumi sardi del laboratorio della signora Carta.
Infine i laboratori, le visite guidate ai mulini orizzontali in pietra ad acqua nella valle di Accoro, in località Tirizzas e al mulino Sulis. Il gruppo promotore, che al termine dell’evento ha ringraziato tutte le persone che si sono adoperate perché la sagra avesse successo, non era ancora finita la domenica che già pensava al 2026, con i miglioramenti da fare, per poter tornare ai grandi numeri della Sagra del Pane Su Tzichi del passato. Atrus annos cun salude.
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