Lunedì, 13 Luglio 2020

Progetto1

Dal 15 luglio al 9 agosto 2019, per il secondo anno consecutivo dopo trent’anni di interruzione delle ricerche, ha luogo una nuova campagna di scavi archeologici nell’insediamento nuragico, romano e medievale di Santa Barbara de Turre a Bauladu...

di Davide Corriga

La direzione scientifica delle ricerche è affidata a Giuseppe Maisola, dottore di ricerca del Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università degli Studi di Sassari, con il quale il Comune di Bauladu collabora dal 2013 nell’ambito del progetto “Paesaggi del Montiferru Meridionale e del Campidano di Milis”. La seconda delle tre annualità di scavo concesse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali si avvale della partecipazione di studenti specializzandi in archeologia provenienti dalle Università di Sassari, Cagliari, Roma e Bari. Il sito era già stato oggetto di indagini dal 1986 al 1989. Allora le ricerche vennero affidate all’Università di Los Angeles, con la direzione di Lenore J. Gallin e la collaborazione della Soprintendenza archeologica per le province di Cagliari e Oristano. La campagna di scavi consentì di ottenere importanti dati per quanto riguarda le fasi di età nuragica (in particolare dell’Età del Bronzo finale) dell’insediamento, evidenziando non solo costruzioni abitative e importanti elementi relativi alla vita quotidiana, ma anche strutture di tipo cerimoniale e spazi comunitari. Consentirono anche di ottenere informazioni di grandissima importanza in relazione all’economia agro-pastorale e alle attività artigianali che caratterizzavano l’insediamento. L’attività di scavo del triennio 2018-2020 si pone l’obiettivo di avviare un’adeguata valorizzazione dell’area archeologica di Santa Barbara de Turre, anche grazie ad un finanziamento di 80mila euro concesso dalla Regione Autonoma della Sardegna, attraverso il quale l’Amministrazione Comunale intende procedere alla realizzazione di opere di consolidamento e messa in sicurezza delle strutture in basalto e di miglioramento dell’accessibilità del sito tramite la predisposizione di parcheggi, passerelle in legno, punti luce e un’adeguata segnaletica. L’area archeologica di Santa Barbara, con l’uliveto annesso - come affermato dall’Assessora alla Cultura del Comune di Bauladu, Anna Maria Pintus - rappresenta un punto di forza per il Comune di Bauladu che ha deciso di intraprendere delle azioni di sviluppo culturale del territorio. Le indagini avranno come principale obiettivo quello di conseguire nuovi dati per ampliare le conoscenze, soprattutto riguardanti le fasi storiche fino alla frequentazione basso medievale, attestata nelle fonti, ma assente negli strati finora analizzati. Congiuntamente alla ricostruzione storica, sarà avviato un processo di archeologia pubblica partecipata, al fine di consentire agli interessati di conoscere, giorno per giorno sul campo, le novità del cantiere". 

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