Lunedì, 11 Maggio 2026

 

Cosa unisce le sponde del Nilo alle coste della Sardegna? L'argomento offre, ancora oggi, spunti che alimentano il dibattito tra studiosi e appassionati. Per il can. Giovanni Spano, padre dell’archeologia sarda, la risposta è stata il frutto di una rigorosa ricerca scientifica raccolta nel testo Memoria sopra il nome di Sardegna e degli antichi Sardi in relazione coi monumenti dell’Egitto illustrati dall'egittologo F. Chabas, pubblicato nel 1873: nel volume, il can. Spano analizza le possibili connessioni tra il popolo sardo e le antiche dinastie egizie, cercando tracce dei leggendari Shardana nei geroglifici e nei monumenti dell’area mediterranea.

A distanza di oltre un secolo e mezzo dalla sua prima pubblicazione, l'opera rivive in una nuova edizione curata e approfondita a cura di Raimondo Zucca e Giovanni Ugas. Il testo, che inaugura una nuova serie della collana Tharros Felix, è stato presentato venerdì 10 aprile al Museo Diocesano, dà avvio al ciclo di incontri Voci nel tempo, che accompagneranno la mostra Tharros.

Time upon time, spiega la direttrice del Museo diocesano Silvia Oppo: un percorso di approfondimento; un'occasione per unire ricerca, storia e divulgazione. Come Museo, sentiamo la responsabilità di custodire la memoria ma anche di renderla viva, accessibile e condivisa. All'incontro, organizzato dal Museo diocesano in collaborazione con la Fondazione Mont'e Prama, sono intervenuti l'Arcivescovo di Oristano mons. Roberto Carboni e Antony Muroni presidente della Fondazione.

Nel suo saluto introduttivo, l'Arcivescovo ha ricordato la figura del can. Giovanni Spano come una tra le stelle della Sardegna, un uomo che ha illuminato il cammino culturale sardo, uno dei padri dell'archeologia in Sardegna, e fa piacere che questo testo sia stato riletto con gli occhi del nostro secolo per aiutarci a comprenderlo meglio. Antony Muroni, nel ringraziare i presenti, ha posto l'accento sugli aspetti didattici e divulgativi che fanno parte delle attività della Fondazione: da un lato inaugurare la rinascita della collana Tharros Felix e quindi ripartire con la riedizione di un'opera importante che è stato punto di riferimento per gli studi sui contatti tra i popoli del Mediterraneo. Partire con questa pubblicazione era un nostro obiettivo e farla in questo museo per dare continuità a questa collaborazione che abbiamo avviato con la mostra. Il nostro dovere è fare rete con iniziative e ricerche dal punto di vista della valorizzazione e della ricerca, unendo le forze per ottenere risultati importanti di crescita. Tra gli ospiti, Francesco Spano, direttore di Federculture e discendente del can. Spano, e l'archeologo e ricercatore Massimo Cultraro specializzato nella Preistoria e Protostoria dell’Egeo e del Mediterraneo centro-occidentale.

A illustrare i contenuti e il contesto socioculturale del volume, il prof. Raimondo Zucca, curatore insieme all'archeologo Giovanni Ugas. Prof. Zucca ha evidenziato come l'opera rappresenti un tassello cruciale per comprendere come la Sardegna nuragica venisse percepita e studiata nell'Ottocento, cercando connessioni tra la civiltà isolana e le grandi culture mediterranee, in particolare quella egizia. Grazie alla sua partecipazione al V Congresso internazionale di Antropologia e Archeologia Preistoriche che si tenne a Bologna nel 1871, il can. Spano fece scoprire la Sardegna al mondo accademico internazionale, aprendo le porte verso un interesse per la sua storia e il suo ruolo nel Mediterraneo antico.

Il volume, pubblicato alcuni anni dopo il Congresso, si propone ancora oggi, grazie anche a questa ristampa, come uno strumento indispensabile per chiunque voglia approfondire le origini del mito sardo e la figura del can. Spano.

* di Rita Valentina Erdas


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