L’ufficio di via Duomo che accoglie tutto il lavoro redazionale de L’Arborense non è solo uno spazio operativo ma è anche un luogo di incontri. In tanti si fermano per rinnovare l’abbonamento, alcuni solo per un saluto, altri per cercare, nelle cronache d’archivio del settimanale, notizie che possano in qualche modo restituire preziosi ricordi.
* di Mauro Dessì
Capita così di incontrare anche persone come il sig. Mario Mura che, grazie a un numero trovato in omaggio su un tavolino della Basilica del Rimedio, ha scoperto L’Arborense e, con esso, l’occasione per fare un tuffo nel passato. Così è passato a trovarmi: una cordiale chiacchierata che ha rivelato nella sua persona una di quelle storie che, nella loro semplicità, si rivelano grandi testimonianze di vita.
Nato a Oristano nel 1954, padre di Simaxis e madre di Siamanna, da tempo Mario risiede in Emilia Romagna dove ha studiato, lavorato e, soprattutto, conosciuto una donna emiliana, Virginia, con cui ha vissuto oltre quarant’anni di matrimonio e con cui ha avuto due figli. Mario e Virginia si sono conosciuti da ragazzi.
Quasi per caso, ammesso che il caso esista, e sono rimasti subito affascinati l'uno dall'altra: e così è iniziata una lunga storia d'amore fatta di avventure, vicissitudini, momenti di euforia e risate, alternati a grandi difficoltà ma sempre con la voglia di rimettersi in gioco. Anche se Virginia oggi non c'è più, il loro amore è sempre vivo e presente in ogni piccola cosa della quotidianità.
Chiacchierando con lui, oltre a tanti ricordi riaffiorati parlando della sua giovinezza nel quartiere cittadino del Carmine a Oristano, scopro una sua grande passione: leggere. Saggistica, filosofia, storia, religione e teologia gli argomenti che predilige: legge circa due libri a settimana e negli anni la sua biblioteca si è così espansa che consta attualmente di oltre mille volumi.
All’interno del suo grande patrimonio di libri, non poteva mancare un volume scritto da lui e così mi ha presentato Dedicato a te, Mamie. Un libro tutto dedicato alla moglie che non c’è più: sfogliando il volume di 184 pagine, edito dalla Albatros, ti accorgi che è una bellissima testimonianza d’amore.
Come scritto nella presentazione del volume, si tratta di un vero e proprio diario che riporta gli avvenimenti della vita di due anime che si sono incontrate e hanno camminato insieme fino in fondo, nell'amore reciproco, condividendo tutto: gioia e dolori, momenti belli e fatiche.
Gli avvenimenti non sono solo riportati ma meditati, cioè ripensati in uno sguardo di fede. Sorprende positivamente la presenza nel libro di una visione sapienziale che non si ferma agli avvenimenti ma cerca di scorrere in essi la mano sapiente di qualcuno più grande che orienta e accompagna con amore previdente.
Un’amica di famiglia, Federica, che ha scritto la prefazione ci aiuta a capire: Ho trovato bellissimo poter conoscere la vita di Virginia e Mario, coppia formidabile, fortissima e la loro amatissima famiglia. Non un romanzo, ma vita vera! Nelle pagine del libro si intrecciano episodi semplici e profondi, capaci di restituire tutta la bellezza di una vita condivisa. Racconti che riguardano la vita di Virginia che, da Lassù, continua più che mai a proteggere la sua amatissima famiglia a cui ha dedicato tutta la sua vita. Non posso che ringraziare di questa bellissima testimonianza scritta, un atto di amore e fiducia che non solo onora il passato, ma adempie al più alto dovere: quello di consegnare ai propri figli, ovvero alle generazioni future, un’eredità di significato e di valori intramontabili.
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