L’Arcivescovo Roberto chiude, dal 14 al 16 giugno, a Villanovafranca la Visita pastorale al Vicariato foraneo Nostra Signora del Sacro Cuore, iniziata a Laconi il 12 aprile e che ha coinvolto 15 comunità. Abbiamo rivolto qualche domanda a don Francesco Medda, 69 anni, sacerdote dal 1983 e che dal 2011 guida la comunità di Villanovafranca.
Può illustrarci i punti principali del programma della Visita a Villanovafranca?
La Visita Pastorale, è per tutta la comunità motivo di gioia, in quanto evento di grazia che riflette la meravigliosa visita di Gesù Cristo in mezzo al suo popolo. Inizieremo domenica 14 giugno alle ore 10,30 con la Santa Messa con la quale sarà aperta la Visita Pastorale; alle 16 ci sarà un incontro di preghiera con la Coroncina alla Divina Misericordia, la catechesi tenuta dal nostro Arcivescovo che culminerà con un tempo di Adorazione Eucaristica e la Benedizione. Lunedì 15 giugno, alle ore 9,45 la visita alla scuola materna C. Vacquer; alle 10,45 l’incontro con gli anziani e gli operatori della Comunità Alloggio. Di pomeriggio (alle ore 17) l’incontro con l'Amministrazione comunale nel Municipio e le varie Associazioni del paese; alle 18 la celebrazione Eucaristica concluderà la giornata. Martedì 16, alle 10, l’Arcivescovo incontrerà alcuni malati nelle loro case; alle ore 11,15 una visita guidata al nostro magnifico nuraghe Su Mulinu e all’omonimo Museo Archeologico; di pomeriggio, alle 16,30 ci sarà l’assemblea dei gruppi, associazioni e movimenti ecclesiali; quindi la recita del santo Rosario; seguiranno (alle 17,30) le Confessioni per i ragazzi delle scuole elementari e medie, quindi alle 18 la Messa solenne per la conclusione della Visita Pastorale. Tutte le celebrazioni liturgiche saranno animate dal nostro Coro polifonico parrocchiale San Lorenzo martire.
La sua parrocchia è molto distante da Oristano: come è vissuto l’essere in periferia, un po’ come Nazaret lontana da Gerusalemme? Vi sentite ai margini o proprio per questa condizione si è sviluppato un senso fraterno e di solidarietà maggiore?
La distanza geografica della nostra parrocchia da Oristano e dall’Episcopio, in certi rari periodi è sentita maggiormente ma, di solito questa sensazione è superata e serve a stimolare maggiormente la nostra profonda identità parrocchiale. La fede si concentra sulla Liturgia, sulla Parola, sui Sacramenti, sulla preghiera, sulla catechesi, sulle relazioni umane e sulla carità. Tuttavia le notizie dell’Arcidiocesi giungono e ci sono note. L’isolamento, altresì, è superato anche dal lavoro del Vicariato Foraneo, in armonia con la pastorale diocesana, che programma iniziative formative e spirituali che coinvolgono sempre le varie parrocchie contemporaneamente.
Don Francesco lei da circa 15 anni è parroco di Villanovafranca. È giunto in diocesi che era già sacerdote e religioso: ci racconta un po’ di lei, della sua biografia?
Nativo di Gesturi, sono stato ordinato Presbitero nel 1983 e fino al 1999 Sacerdote dei Missionari di San Vincenzo de’ Paoli. In quel periodo ho avuto vari incarichi ministeriali: animatore vocazionale in parrocchie del Nord Italia e gruppi giovanili delle Suore Vincenziane; servizio presso mensa e dormitorio per poveri e senza fissa dimora a Verona; predicazione delle Missioni popolari in tutta Italia; Responsabile di una Casa Famiglia per minori affidati dal Tribunale nella provincia veronese; collaboratore spirituale con alcune parrocchie del veronese e del padovano. Nel 1999 arrivai nella nostra Arcidiocesi accolto dall’arcivescovo mons. Pier Giuliano Tiddia: qualche anno dopo fui incardinato (2002). Dal 1999 al 2026 sono stato parroco in varie comunità (Genoni, Gadoni, Villa Sant’Antonio Mogorella, Assolo, Villanovafranca). Guida Spirituale di un gruppo Missionario giovanile tra le foranie di Isili e Barbagia con sostegno economico a missioni in Perù e India; ho poi esercitato vari tipi di Ministero: ascolto, discernimento e accompagnamento spirituale per persone fragili, sofferenti e coppie di sposi senza figli. Percorso mensile di preghiera e formazione dei fedeli finalizzato al nutrimento della vita spirituale e all’inserimento attivo nelle parrocchie di provenienza. Il 1° luglio 2018 sono stato nominato Esorcista diocesano da mons. Ignazio Sanna. Ho poi conseguito i seguenti gradi accademici: Baccalaureato e Licenza in Teologia Pastorale nella Facoltà Teologica di Cagliari e, in fase conclusiva, il Dottorato in Teologia Pastorale. In tutti questi anni di ministero sacerdotale e pastorale mi sono dedicato all’ascolto, discernimento e accompagnamento spirituale; Formazione di gruppi di preghiera; Pastorale delle fragilità e della sofferenza; Ministero dell’Esorcistato.
Sappiamo che la sua spiritualità è essenzialmente mariana. Oltre la parrocchia di Villanovafranca, l’Arcivescovo le ha chiesto anche di curare il ministero di Esorcista diocesano. In che cosa consiste?
La mia spiritualità è profondamente mariana: un cammino per vivere al meglio il Vangelo imitando l’umiltà, la fede e l’affidamento a Dio della Madre di Gesù. Maria è il modello del Sì incondizionato e della riflessione profonda sulla Parola di Dio. E, come disse il Papa san Paolo VI nella Basilica di Bonaria a Cagliari nel 1970: Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè riconoscere il rapporto essenziale, vitale e provvidenziale che unisce la Madonna a suo Figlio Gesù e che apre a noi la via che ci conduce a Lui. Dopo aver approfondito i vari aspetti del ministero dell’esorcista, mons. Ignazio Sanna, nel 2018 mi ha incaricato di svolgere questo ministero per la Chiesa arborense. Poiché il sacerdote agisce in nome di Cristo e della Chiesa, mi accerto, tramite attenta analisi, anche con l’eventuale aiuto di esperti medici e psichiatri, che si tratti di reale possessione, ossessione e vessazione prima di effettuare qualsiasi esorcismo. Oltre all’azione liberatoria, è mio compito ascoltare, confortare e guidare le persone in un cammino di guarigione spirituale e di un riavvicinamento alla fede. Questo è, a grandi linee, il compito di un esorcista.
Nelle settimane precedenti la Visita Pastorale anche la sua comunità ha accolto i Convisitatori. Oltre la parte burocratica, la visita ad res (alle cose e alle strutture), qual è stato l’impatto ecclesiale di questo momento?
Abbiamo accolto con soddisfazione la visita dei Convisitatori, perché la loro visita preannunciava la Visita Pastorale che è un tempo di grazia e rinnovamento; e per noi non è stata un’ispezione o controllo formale, ma il nostro atteggiamento è stato come quello di una famiglia che accoglie i propri congiunti nella cordialità e nell’amicizia. Io personalmente e la comunità si è impegnata, anche considerando il calo demografico e l’invecchiamento dei parrocchiani, a provvedere e organizzare al meglio ciò che era necessario per accogliere con grande aspettativa e con gioia sua Eccellenza mons. Roberto Carboni nella nostra comunità.
Ci parli, infine, degli organismi ecclesiali, la catechesi, le Confraternite, la ministerialità della comunità. Oggi come si muove la pastorale parrocchiale? E, soprattutto, cosa vi aspettate dalla Visita Pastorale?
Nella nostra parrocchia, come, purtroppo, in molte comunità, la popolazione si è notevolmente ridotta. Aspetto di rilevante importanza è l’assenza dei giovani dovuta a svariate motivazioni di calo demografico, di studio e di lavoro. Ma nonostante l’invecchiamento della popolazione, nella nostra parrocchia sono presenti diversi organismi ecclesiali, primi tra questi: Il Consiglio Pastorale e quello degli Affari Economici, che collaborano per la programmazione e lo svolgimento della vita pastorale della parrocchia. La Confraternita della Madonna del Rosario che ha lo scopo di essere fedele alla Madonna del Rosario, e di suscitare aggregazione tra i fedeli, opere di carità e di pietà popolare nel rispetto della Pastorale Parrocchiale; essere, inoltre, veri comunicatori di Vangelo. Il Gruppo delle catechiste, formato da componenti giovani e di più mature. Il Coro polifonico San Lorenzo con il ruolo di animare, con impegno, creatività e dedizione, tutte le celebrazioni liturgiche con la musica e il canto. Il Gruppo Ministranti. Il Gruppo della Tenerezza: i componenti si impegnano a recarsi, periodicamente, da tutti i sofferenti e gli anziani presenti nella comunità, compreso il Centro Anziani presente nella nostra comunità, per donare loro un po’ di tempo, sostenerli con la gioia e con l’affetto e, fondamentalmente, far sentire loro la tenerezza del Signore che non si dimentica di loro e, offrendogli anche un semplice dono. ll Gruppo delle Prioresse con le donne, che si impegnano a organizzare e curare il decoro dei luoghi di culto durante tutto l’anno liturgico. ll Gruppo degli uomini volontari per i lavori vari in parrocchia e l’allestimento annuale del presepio. I Cursillos di Cristianità. Il Gruppo Regina della pace con incontri mariani mensili di preghiera.
GRAZIE e buona Visita a lei e alla Comunità
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