Mercoledì, 13 Maggio 2026

 

In un clima di intensa spiritualità, mercoledì 22 aprile nella Basilica di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari, un numeroso gruppo di pellegrini dell'Arcidiocesi di Oristano e della Diocesi di Ales-Terralba si è riunito per un momento di preghiera e devozione, in occasione della celebrazione eucaristica presieduta dal nostro Arcivescovo, mons. Roberto Carboni.

La presenza dei fedeli arborensi e alerensi al fianco del proprio Pastore, ha testimoniato il profondo legame che unisce l'intera Sardegna alla sua Patrona Massima, proprio nei giorni in cui la basilica cagliaritana è meta di pellegrinaggi da ogni parte dell'Isola.

La celebrazione, inserita nel solenne Novenario per il centenario della dedicazione della chiesa, ha rappresentato la penultima tappa del cammino spirituale iniziato il 15 aprile, volto a preparare alla solennità del 24 aprile. Durante l'omelia, L'Arcivescovo ha sottolineato due aspetti di Maria, ripresi dal canto popolare dedicato alla Madonna di Bonaria: lei è Madre e Regina.

La sua relazione materna col Figlio cresce fino alla Croce e da qui si estende a tutta l'umanità; la sua regalità non è fondata su un potere mondano, ma nel servizio, nell'umiltà e nell'amore, vegliando sui figli che si rivolgono a Lei nella preghiera, per ringraziarla o per chiedere la sua materna protezione e il suo celeste aiuto, forse dopo aver smarrito la strada, oppressi dal dolore o dall’angoscia per le tristi e travagliate vicissitudini della vita. L'immagine del simulacro giunta a noi dalla tempesta del mare è metafora della nostra vita di uomini e donne, che avanzano in mezzo alle difficoltà, specialmente in questo tempo di violenza e sopraffazione, ma che per la presenza del Signore e di Sua Madre arrivando a un porto sicuro. Possiamo ben dire che in mezzo alla tempesta c’è qualcuno che vigila: la Madre con il Figlio e quel figlio è per noi la Luce. Infatti, Maria sostiene in un braccio il Suo figlio Gesù e nell’altra mano ha la candela accesa: sono lo stesso messaggio di fiducia, di speranza, ma anche un invito a seguire quella Luce che è Cristo. Ecco, la madre del Signore, che veneriamo con il titolo di Madonna di Bonaria, ci offre la luce che porta in mano, questa Luce è lo stesso Suo Figlio che Lei tiene in braccio, per illuminare il nostro cammino, la nostra esistenza.

L'Arcivescovo ha concluso invitando alla preghiera per le Chiese a lui affidate e per tutte le diocesi della Sardegna, affidandole all'amorevole intercessione della Madonna di Bonaria. Particolarmente significativo il momento della lettura del decreto di indulgenza plenaria, concessa dal Santo Padre per l'anno giubilare della Basilica (dal 15 aprile al 5 luglio 2026). I pellegrini giunti dalle parrocchie di Oristano, Ollastra, Siamanna, Siapiccia, Villanova Truschedu e Villaurbana, Cabras, Solanas e Donigala, Meana, Busachi, Neoneli e Ula Tirso, di Samugheo, accompagnati dai rispettivi parroci, hanno così potuto beneficiare di questo dono spirituale visitando la Basilica, accostandosi al sacramento della Riconciliazione e sostando in preghiera davanti simulacro della Madonna.

Al termine della celebrazione, i padri mercedari hanno offerto all'Arcivescovo una miniatura della statua della Madonna di Bonaria. Prima del rientro nelle rispettive comunità, una foto di gruppo con l'Arcivescovo e tutti i concelebranti, davanti alla Basilica: un ricordo, che i pellegrini porteranno con sé, di una giornata di fede e condivisione vissuta nel segno della speranza e del rinnovamento spirituale, sotto lo sguardo protettivo della Madonna di Bonaria.

*di Rita Valentina Erdas


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