Eccomi! Così hanno risposto i 6 uomini e le 16 donne, tutti laici, appartenenti alle parrocchie cittadine e alle comunità di San Francesco e della Basilica del Rimedio, alla chiamata per essere istituiti Proclamatori della Parola di Dio, durante le celebrazioni e nella vita di tutti i giorni e, come San Paolo, diventare generosi evangelizzatori.
* di Elia Zucca
La conclusione di un percorso di formazione avviato dal Delegato diocesano per i Ministeri laicali, che ha accompagnato per oltre due anni i candidati al Lettorato. La celebrazione, un evento storico per la nostra Arcidiocesi, poiché si trattava della prima volta di un’istituzione ufficiale di laici per questo Ministero, è stata presieduta dal Vicario Generale, mons. Roberto Caria, mercoledì 25 marzo in Cattedrale: una celebrazione colma della presenza dello Spirito Santo, che ha sostenuto in modo evidente quella esclamazione dell’Eccomi, così come sostenne la risposta di Samuele alla chiamata di Dio che gli chiedeva di diventare suo servo.
Il momento in cui, dopo la proclamazione del Vangelo, i nomi dei candidati al lettorato e la loro ferma risposta sono riecheggiati in tutta la Cattedrale, è stato di grande emozione. Subito dopo la chiamata da parte del Diacono, dall’omelia del Vicario Generale è apparso immediatamente evidente cosa debba significare per un laico, la chiamata al lettorato. Mons. Caria ha ricordato che il Ministero, che per la prima volta viene dato a uomini e donne delle parrocchie cittadine si inserisce dentro il Sacramento del Battesimo: è un servizio alla Chiesa locale e alla propria parrocchia che non riguarda solo la proclamazione della Parola di Dio nella liturgia, ma richiama prima di tutto il dovere dell'ascolto e della meditazione della Parola stessa a livello personale. Riguarda poi la capacità di saper annunciare quella Parola, con la propria testimonianza e con la propria vita. Dunque il lettore o la lettrice non solo svolgono un servizio liturgico, ma soprattutto un Ministero per l' edificazione della comunità parrocchiale e per la crescita nella fede.
La fede nasce - dice San Paolo - dall'ascolto. Don Roberto ha anche ricordato che quest'anno la Quaresima ci ha riproposto una meditazione sui segni che accompagnano il rito del Battesimo. Dopo la domenica delle tentazioni, la veste bianca che ricorda la trasfigurazione, l'acqua che riguarda l'incontro con la samaritana, la luce che ricorda la guarigione del cieco nato, la candela accesa che richiama il cielo pasquale. E infine la risurrezione di Lazzaro che ricorda come nel Battesimo noi siamo rinati, risorti in Cristo Gesù, uniti al suo destino di gloria.
Al momento della loro istituzione, quelle mani appoggiate alla Bibbia, quasi a volerla sorreggere, in ginocchio, davanti a mons. Caria che gliela poneva innanzi, i nuovi ministri hanno manifestato la volontà di volerla portare con sé per esserne degni custodi; custodi della Parola di Dio nel proprio cuore, perché anche altri la possano ricevere e trarne quel messaggio di speranza che la Parola di Dio sa offrire.
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