Venerdì, 12 Giugno 2026

 

Fiori, ulivi, agrumi: un settore in crescita

Come è noto le comunità di Siamaggiore, Massama e Nuraxinieddu sorgono su un territorio fertilissimo, che si sviluppa nel Campidano di Oristano; queste terre, bagnate dal fiume Tirso, fin dall’antichità hanno prodotto così tanto grano che gli storici hanno individuato proprio in questa zona il famoso granaio dell’Impero romano.

 

Oltre al prezioso frumento si producevano cereali e sementi di ogni specie, ma anche ortaggi, frutta e verdure di ogni tipo: una vera ricchezza che alimentava il fiorente commercio romano attraverso il vicino porto di Tharros, per giungere nei maggiori centri commerciali del Mediterraneo.

Oltre a queste tradizionali colture, negli ultimi decenni si è sviluppata anche la coltivazione di piante officinali e ornamentali, con tante varietà di alberi da frutto, o arbusti autoctoni come il mirto, il rosmarino senza dimenticare tutte le varietà di agrumi e di ulivo.

Sulle rive del fiume Tirso fin dall’antichità si è sviluppata la coltivazione di preziosi vitigni autoctoni come la Vernaccia che consente la produzione di uno tra i vini più antichi e profumati dell’intero bacino del Mediterraneo, col suo caratteristico profumo da gustare invecchiato, da meditazione, ma che è pure ottimo ancora giovane, abbinabile a piatti di pesce, specie con la famosa bottarga di muggine, prodotto di eccellenza del vicino Stagno di Cabras.

Ma torniamo alle recenti coltivazioni arboree: sono numerose le famiglie che hanno impiantato aziende florovivaistiche (specie nelle aree di Massama e Nuraxinieddu) che concentrano i loro interessanti progetti principalmente sulla produzione di piante ornamentali, arbusti mediterranei e specie tipiche della flora locale.

Le produzioni includono piante da vivaio, olivi secolari e varie essenze per giardini e paesaggistica, servendo principalmente il mercato locale e regionale in occasione di feste religiose e cerimonie civili e arte funeraria. Interessante la coltivazione e la selezione di varie tipologie di ulivi da frutto o per la produzione dell’olio, davvero ottimo, che ha scalato spesso le classifiche nazionali.

Molto intensa anche la coltura della piante da vivaio, numerose aziende (di solito a carattere familiare) operano a livello regionale, qualcuna anche a livello nazionale. Fino a pochi anni fa quasi tutte le varietà di fiori venivano importati dall’Olanda e da altre parti del mondo, la tendenza ormai è invertita: sono numerosissime le specie che vengono coltivate e prodotte direttamente in queste aziende campidanesi e dai nostri centri raggiungono il Continente e i maggiori mercati europei per un settore decisamente in crescita e che occupa decine di famiglie e di nuovi contadini.

Durante la stagione estiva la coltivazione di pomodori, angurie e dei meloni tipici del Sinis, danno una grande mano d’aiuto all’economia locale che dà molti segni positivi di crescita.

Pubblicato su L'Arborense n. 7 del 1 marzo 2026


 

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