Martedì 25 marzo, solennità dell’Annunciazione del Signore, nella Cattedrale di Ales, il Vescovo mons. Roberto ha ordinato diacono Andrea Scanu.
* di Daniele Porcu
L’ordinazione, in quest’Anno Giubilare, è motivo di grazia e di speranza per la diocesi di Ales-Terralba. Un dono di Dio, che non fa mancare alla sua Chiesa il dono dele ministero. La conferma di una chiamata è motivo di benedizione, essa non riguarda solo la persona, bensì è un evento ecclesiale che vede tutti coinvolti e che tutti interpella: don Andrea è diacono per la Chiesa e quindi per ciascuno di noi.
Alla celebrazione erano presenti numerosi fedeli, amici e familiari, provenienti da diversi paesi della diocesi, in modo particolare da Guspini, suo paese di origine, e Gonnosfanadiga, in cui attualmente svolge il servizio pastorale. Tanti sacerdoti e seminaristi di diverse diocesi, compagni di viaggio nel cammino verso il sacerdozio, che hanno reso visibile con la loro presenza la fraternità. Don Andrea, figlio di Gisella e Livio, ha intrapreso nel 2016 il cammino di discernimento vocazionale che lo ha portato a rispondere alla chiamata di Dio, decidendo di dedicare la sua vita al servizio degli altri, in modo particolare degli ultimi e dei poveri, a imitazione di Cristo-servo, attraverso il ministero.
Dopo aver conseguito la maturità scientifica e aver vissuto una breve esperienza universitaria, ha sentito il desiderio di felicità, quella vera, che lo ha spinto a compiere il passaggio decisivo entrando nel Seminario Regionale Sardo. Un ragazzo timido e mite, disponibile a mettersi al servizio per la comunità.
La parrocchia di San Nicolò è stata la culla della sua vocazione, grembo fertile in cui don Andrea ha potuto, con coraggio e caparbietà, decidersi per il Signore. Sì, perché non basta decidersi una volta sola per rispondere alla vocazione, ma occorre decidere tutti i giorni per tenere viva la motivazione della scelta vocazionale.
Una vocazione cresciuta sin da ragazzo e radicata profondamente nell’esperienza parrocchiale, dove ha iniziato a servire come animatore. La liturgia e l’esperienza dell’oratorio sono stati i luoghi in cui Andrea ha coltivato la sua fede, sviluppando un amore profondo per la Chiesa e per il servizio.
Nell’omelia, il Vescovo Roberto ha sottolineato l'importanza del servizio, della testimonianza cristiana e della dedizione al popolo di Dio. Sono aspetti significativi della vita del ministro ordinato che trovano pienezza in un atteggiamento di profonda fiducia in Dio, nell’accoglienza della Parola che, se custodita, è capace di far germogliare la Vita. Don Andrea avrà il compito di annunciare la Parola, di servire all'Altare e di essere un segno di carità e amore per i poveri: essi sono i privilegiati di Dio, la carne di Cristo che siamo chiamati a riconoscere in ogni aspetto della vita. Il suo servizio pastorale non si è limitato al periodo di formazione, ma ha avuto un'importante espressione nella sua attività nella comunità di Gonnosfanadiga, dove, accompagnato dal parroco don Luca Pittau, presterà il suo aiuto e il suo sostegno spirituale. Il suo impegno nella pastorale giovanile, nella liturgia e nell'accompagnamento dei fedeli contribuirà a rendere vivo e dinamico il cammino di fede delle persone che si avvicineranno a lui.
L’ordinazione rappresenta un momento di grande gioia per la diocesi ma richiama tutti alla necessità di una preghiera incessante per le vocazioni. Avvertiamo il calo del numero delle vocazioni, l’età dei sacerdoti avanza, non sempre si riesce a rispondere ai bisogni concreti delle comunità. Abbiamo bisogno di giovani capaci di donarsi, spendersi per la causa del Vangelo. Un augurio speciale e colmo di affetto a don Andrea: sia il diaconato un tempo propizio per continuare a maturare con autenticità la risposta al ministero di Cristo servo.
E' sempre tempo per abbonarsi a L'ARBORENSE
Approfitta delle nostre promozioni.
CLICCA QUI per sapere come fare