Lunedì, 13 Luglio 2020

Progetto1

Chi era don Michele Marotto? Era uno di noi, nato in tempi non certo facili, nel 1919 a Belvì da Francesca Curreli e da Battista Marotto...

di Mariola Brodu

Secondo di sette fratelli, fu avviato agli studi in Seminario, come tantissimi ragazzi della Barbagia – Mandrolisai. Ordinato sacerdote il 10 agosto 1943, da mons. Cogoni e quasi subito, nello stesso 1943, venne mandato viceparroco a Desulo. Uomo di fine ironia, era solito dire di essere arrivato a Desulo con fare furtivo, nascosto su un camion militare. Ironia e arguzia che l’hanno sempre contraddistinto nelle sue omelie e nei suoi rapporti interpersonali. Nel 1946 venne trasferito ad Atzara, ritornando a Desulo, in qualità di parroco nel 1954. Nonostante la sua severità riusciva ad accattivarsi l’affetto e il rispetto dei desulesi, anche perché era sempre presente affrontando sia bisogni delle famiglie che della comunità. Da tener presente che, essendo Desulo una comunità pastorale caratterizzata dalla transumanza, le famiglie per vari mesi all’anno restavano senza capo-famiglia e con tante situazioni di difficoltà da affrontare, dall’educazione alla frequenza scolastica, al lavoro. Don Marotto riuscì, in questo quadro di gravi problemi dall’acqua ai servizi igienici e sanitari, a risolvere varie problematiche sollecitando anche le forze politiche del momento. La parrocchia di Desulo divenne in quel periodo fiorente punto di riferimento per tutta la Diocesi di Oristano. L’Azione Cattolica crebbe e, grazie alla sua attività, gli iscritti da cento arrivarono a settecento, i bambini sempre presenti in chiesa e nelle varie attività sia spirituali che culturali; ma soprattutto favorì in gran numero le vocazioni alla vita consacrata. Nel 1971 lasciò Desulo, dove era assistito dalla sorella Maria, per andare come parroco a Seneghe, nel Montiferru. E così come a Desulo, dove ha lasciato un’impronta indelebile della sua missione pastorale, anche a Seneghe, dove rimase per ventiquattro anni, venne amato e apprezzato tanto da meritarsi la cittadinanza onoraria. Nel 1995 rientrò a Belvì, guidando la parrocchia di Sant’Agostino fino all’arrivo del nuovo parroco nel 2012. Uomo austero e allo stesso tempo solare ed affabile, facile all’ironica battuta, sapeva, con molta eleganza e una strizzatina d’occhio, rimproverare e premiare. Si è spento, serenamente, all’età di cento anni, dopo essersi fatto il segno della croce, scomparendo dal grande palcoscenico che l’ha visto, per più di un secolo, protagonista. Non scomparirà, comunque, il ricordo e l’operato da lui profuso coltivando, in primis, la fede come impegno personale.

funerale don michele marotto foto littarru simone 2

Grande amico

Sono Mariola Brodu, un’insegnante in pensione, nata a Desulo nel 1950,che conobbe don Michele Marotto dall’età di cinque anni, come parroco e amico di famiglia. Amico di tutta la famiglia, ma soprattutto di nonno, tiu Lioreddu, che curava, nonostante i suoi impegni di lavoro, la chiesa della Madonna del Carmine coadiuvato da tutte le nipoti. Imparammo con loro a riconoscere i paramenti, a fare le ostie, a tessere le palme e a recitare ogni sera il rosario in latino. Ironia della sorte, a pochi anni dal suo trasferimento da Desulo, anch’io, mio malgrado, dovetti trasferirmi e la mia nuova residenza fu Belvì. Consolidammo ancor più la nostra amicizia e diventai, sotto il suo mandato, anche catechista. Mi fu vicino com’era solito fare, fra il riso e il cipiglio, nei momenti di disagio e di sconforto. Oggi non c’è più e io voglio ricordarlo così.

Photo credits: Simone Littarru

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