Sabato, 15 Giugno 2019

Progetto1

 

Una grande festa si è svolta a Busachi venerdì 13 luglio per la celebrazione del cinquantesimo anniversario dell’ordinazione Sacerdotale del parroco don Giovanni Marras. Un’occasione che ha visto raccogliersi attorno al sacerdote non solo la comunità di Busachi ma anche tanti parrocchiani provenienti dalle parrocchie in cui don Giovanni ha svolto il suo servizio pastorale...

di Stefano Cocco

Questa occasione così importante è stata preceduta da una intensa settimana dove si è voluto dare uno spazio importante alla preparazione spirituale. Si è cominciato lunedì 9 con un incontro per gli adolescenti tenuto da don Michel, parroco di Nurallao, poi mercoledì 11 don Gerardo Pitzalis ha celebrato una messa nella parrocchiale e giovedì 12, al mattino, il rettore del seminario arcivescovile, don Gianni Pippia, ha incontrato i bambini.

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Il culmine è stato con la messa del 13, dove don Giovanni ha voluto che fossero presenti anche tanti amici sacerdoti che con lui hanno presieduto la celebrazione liturgica, animata dal coro parrocchiale e dal coro polifonico Santa Usanna. Alla celebrazione è anche intervenuto il vescovo emerito di Sassari p. Paolo Atzei, che ha voluto aprire l’omelia ricordando come il dono della vocazione sacerdotale è il sentirsi dentro il mistero grande della chiesa, che è il mistero stesso di Cristo e degli apostoli. “Il dono del sacerdote è quello di fare incontrare Cristo e soprattutto nutrire col dono dell’Eucarestia coloro che vogliono crescere in Cristo - ha proseguito mons. Atzei – e sull’esempio del Buon Pastore seguire, guidare, nutrire, accompagnare il gregge di Dio e infine dare la vita per il proprio gregge”.

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È seguita poi l’omelia di don Giovanni, che ha subito ringraziato il Signore per il dono del sacerdozio, che è appunto dono, mistero d’amore, usando le parole dell’evangelista Giovanni “non voi avete scelto me ma io ho scelto voi” e poi quelle di Maria a Elisabetta nel canto del Magnificat.

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Il grazie è stato poi per tutti gli anni di servizio nelle parrocchie dove il Signore lo ha mandato: Ghilarza come vice parroco agli albori, Ula Tirso, Fordongianus, Genoni e Busachi dove è parroco da diciannove anni. I ringraziamenti sono poi stati espressi a monsignor Atzei e a tutti i confratelli convenuti per questa occasione, anche quelli che non sono potuti essere presenti per tanti motivi, e che sono stati compagni di viaggio in tutti questi anni. Un pensiero particolare è stato rivolto a don Ignazio Cabiddu che per quattordici anni è stato parroco a Busachi e che come lui festeggiava l’anniversario di ordinazione sacerdotale avvenuta sessantasei anni fa e un ricordo particolare è stato rivolto a tutti quei sacerdoti amici che ora non sono più tra noi. Ancora i ringraziamenti sono stati espressi a monsignor Sanna, non presente perché a Lourdes, e a tanti sacerdoti che per vari motivi hanno segnato momenti importanti della sua vita e della sua maturazione come sacerdote.

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Ha poi ripreso le parole di mons. Atzei dicendo che “il compito del sacerdote è quello di portare Dio agli uomini e di portare gli uomini a Dio. Il sacerdote è testimone del soprannaturale, costituito ministro di Cristo, umile pastore e servo, per annunciare il vangelo e ricordare a tutti che qui siamo solo di passaggio e che la nostra patria è il cielo. Dobbiamo cercare di amare Dio e questo ci fa amare anche gli uomini. Se ci dimentichiamo di Dio, facilmente ci dimentichiamo anche degli uomini”.

Infine un pensiero è stato rivolto a quello che ormai è un problema che la chiesa vive da tanti anni, quello delle poche chiamate al sacerdozio, con particolare dispiacere per la comunità di Busachi che non ha più sacerdoti in vita e che da tanto manca di una chiamata vocazionale.

La celebrazione si è conclusa con l’esortazione a perseverare nella preghiera per le vocazioni da parte di don Alessandro Floris e da un sentito ringraziamento del sindaco Giovanni Orrù che a nome di tutto il paese ha fatto dono a don Giovanni di una targa commemorativa riportante anche una poesia in limba a lui dedicata da Giovanni Piga.

La comunità e i convenuti sono stati poi accolti nei locali della casa catechistica dove i confratelli, le catechiste e gli educatori ACR hanno allestito per un piccolo rinfresco e dove tutti hanno potuto festeggiare e manifestare il grande affetto per don Giovanni.

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