di Stefano Cocco
Questa occasione così importante è stata preceduta da una intensa settimana dove si è voluto dare uno spazio importante alla preparazione spirituale. Si è cominciato lunedì 9 con un incontro per gli adolescenti tenuto da don Michel, parroco di Nurallao, poi mercoledì 11 don Gerardo Pitzalis ha celebrato una messa nella parrocchiale e giovedì 12, al mattino, il rettore del seminario arcivescovile, don Gianni Pippia, ha incontrato i bambini.

Il culmine è stato con la messa del 13, dove don Giovanni ha voluto che fossero presenti anche tanti amici sacerdoti che con lui hanno presieduto la celebrazione liturgica, animata dal coro parrocchiale e dal coro polifonico Santa Usanna. Alla celebrazione è anche intervenuto il vescovo emerito di Sassari p. Paolo Atzei, che ha voluto aprire l’omelia ricordando come il dono della vocazione sacerdotale è il sentirsi dentro il mistero grande della chiesa, che è il mistero stesso di Cristo e degli apostoli. “Il dono del sacerdote è quello di fare incontrare Cristo e soprattutto nutrire col dono dell’Eucarestia coloro che vogliono crescere in Cristo - ha proseguito mons. Atzei – e sull’esempio del Buon Pastore seguire, guidare, nutrire, accompagnare il gregge di Dio e infine dare la vita per il proprio gregge”.

È seguita poi l’omelia di don Giovanni, che ha subito ringraziato il Signore per il dono del sacerdozio, che è appunto dono, mistero d’amore, usando le parole dell’evangelista Giovanni “non voi avete scelto me ma io ho scelto voi” e poi quelle di Maria a Elisabetta nel canto del Magnificat.

Il grazie è stato poi per tutti gli anni di servizio nelle parrocchie dove il Signore lo ha mandato: Ghilarza come vice parroco agli albori, Ula Tirso, Fordongianus, Genoni e Busachi dove è parroco da diciannove anni. I ringraziamenti sono poi stati espressi a monsignor Atzei e a tutti i confratelli convenuti per questa occasione, anche quelli che non sono potuti essere presenti per tanti motivi, e che sono stati compagni di viaggio in tutti questi anni. Un pensiero particolare è stato rivolto a don Ignazio Cabiddu che per quattordici anni è stato parroco a Busachi e che come lui festeggiava l’anniversario di ordinazione sacerdotale avvenuta sessantasei anni fa e un ricordo particolare è stato rivolto a tutti quei sacerdoti amici che ora non sono più tra noi. Ancora i ringraziamenti sono stati espressi a monsignor Sanna, non presente perché a Lourdes, e a tanti sacerdoti che per vari motivi hanno segnato momenti importanti della sua vita e della sua maturazione come sacerdote.

Ha poi ripreso le parole di mons. Atzei dicendo che “il compito del sacerdote è quello di portare Dio agli uomini e di portare gli uomini a Dio. Il sacerdote è testimone del soprannaturale, costituito ministro di Cristo, umile pastore e servo, per annunciare il vangelo e ricordare a tutti che qui siamo solo di passaggio e che la nostra patria è il cielo. Dobbiamo cercare di amare Dio e questo ci fa amare anche gli uomini. Se ci dimentichiamo di Dio, facilmente ci dimentichiamo anche degli uomini”.
Infine un pensiero è stato rivolto a quello che ormai è un problema che la chiesa vive da tanti anni, quello delle poche chiamate al sacerdozio, con particolare dispiacere per la comunità di Busachi che non ha più sacerdoti in vita e che da tanto manca di una chiamata vocazionale.
La celebrazione si è conclusa con l’esortazione a perseverare nella preghiera per le vocazioni da parte di don Alessandro Floris e da un sentito ringraziamento del sindaco Giovanni Orrù che a nome di tutto il paese ha fatto dono a don Giovanni di una targa commemorativa riportante anche una poesia in limba a lui dedicata da Giovanni Piga.
La comunità e i convenuti sono stati poi accolti nei locali della casa catechistica dove i confratelli, le catechiste e gli educatori ACR hanno allestito per un piccolo rinfresco e dove tutti hanno potuto festeggiare e manifestare il grande affetto per don Giovanni.