Lunedì, 11 Maggio 2026

 

Nureci. La piccola comunità ai piedi della Giara ha profonde radici cristiane

Tra santi e devozioni un popolo molto religioso

La Chiesa parrocchiale di Nureci, di impianto seicentesco, è intitolata a santa Barbara Vergine e Martire, nativa di Nicomedia, nell’attuale Turchia. L’edificio sorge al centro del paese, su una collina naturale. L'impianto chiesastico è a navata unica, a cui si affacciano ben cinque cappelle laterali, due a destra e tre a sinistra, dedicate a Sant'Antonio da Padova, l'Immacolata Concezione, il Sacro Cuore, la Madonna d'Itria e la Madonna del Rosario. Le pareti, in pietrame misto, sono intonacate e tinteggiate.

Le paraste e gli archi a sesto acuto sono in pietra locale, faccia a vista. Il presbiterio è sopraelevato di due gradini rispetto alla navata. La facciata è sobria, elegante e semplice in blocchi di pietra policroma, faccia a vista. Sul portale d’ingresso si apre un lucernaio di forma circolare.

L’edificio è angusto ma assolutamente sufficiente per la piccola comunità di Nureci. Pregevole la statua lignea della Patrona Santa Barbara (forse in estofado de oro) dalle pregevoli forme classicheggianti, di chiara influenza spagnola. Interessantissima la settecentesca statua di Santa Rita da Cascia, che fu beatificata nel 1626 e canonizzata solo nel 1900: il fatto che nella piccola comunità di Nureci ci sia una statua così pregevole di Rita da Cascia è segno inequivocabile che la devozione alla santa dei casi impossibili era ben radicata nella comunità (e nella zona del Sarcidano) ancora prima della canonizzazione.

Oltre alla parrocchiale è presente nel territorio la pregevole chiesetta rurale, dedicata alla Vergine Maria, sotto l’antichissimo titolo di Nostra Signora d’Itria: devozione di chiara origine bizantina, diffusasi dal Medio Oriente all’indomani della definizione dogmatica della Divina Maternità di Maria, decretata durante il Concilio di Efeso.

La chiesa sorge nell’area in cui si trovava il villaggio di Genadas, come è riportato nelle Rationes, quale insediamento della curatoria di Valenza. La chiesetta si trova a circa 1,5 km dal centro abitato, su un poggio compreso fra i corsi d'acqua, Porta, Flumini e Masoni Ierru e nelle vicinanze di una sorgente perenne.

L'area, che si estende ai piedi dell'altopiano basaltico della Giara, regno incontrastato dei cavallini, attualmente viene utilizzata per il pascolo, mentre nelle fertili fiancate e nelle pianure alluvionali è florida la coltivazione di foraggio e di ogni tipo di cereali. La chiesa fu ricostruita nel 1930, su un impianto originario che, molto probabilmente, risaliva al Seicento: questa piccola chiesa rimane per i nurecesi un luogo identitario, il cuore di una festa assai sentita, che si svolge il martedì dopo Pentecoste, con una processione che porta il simulacro della Vergine dalla parrocchia di Santa Barbara al santuario.

I nurecesi si affidano a tre grandi donne: la Vergine Maria, la martire Barbara e la monaca Santa Rita. Una fede forte che si apre all’accoglienza di turisti e visitatori che, da alcuni decenni a questa parte, ha segnato anche una serie di iniziative culturali e musicali come il festival Mama blues che ha richiamato, nel piccolo paese, un flusso di turisti e appassionati di musica jazz, folk etnografica.


 

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