Tutto il Campidano di Oristano è disseminato di antichi e suggestivi edifici chiesastici segno inequivocabile di una fede cristiana bimillenaria, giunta in questa parte della Sardegna attraverso il porto commerciale di Tharros. Tante sono le chiese anche nel territorio di Solarussa e di Zerfaliu. Tra queste merita una menzione speciale la chiesa rurale dedicata a papa San Gregorio Magno.
* A cura di Tonino Zedda
La costruzione risale al periodo romanico: venne edificata nel XIII secolo con pietre di trachite e basalto. La pianta è a navata unica con elegante abside, con un particolare interessante: l’elegante lunetta. Secondo gli studiosi quest’edificio sarebbe l'unico monumento religioso esistente, in questo stile, di questa epoca, nel territorio della nostra Arcidiocesi.
La forma e la struttura sono piuttosto semplici e portano a ritenere che ci sia una decisa influenza di marca cistercense, che del rigore formale fece la sua norma; inoltre non è nemmeno da escludere che nella chiesa officiassero i Monaci Camaldolesi che fondarono il Priorato di Bonarcado, viste le ripetute menzioni nel registro ufficiale dell'Ordine, come riportato dal Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, di una Domo di Solarussa.
La chiesa venne costruita sulle rovine di un edificio più antico: questa teoria è confermata anche dalla scoperta, all'interno dell'abside, di una lastra utilizzata per la copertura di un passaggio che porta a una tomba sotterranea. La chiesa ai visitatori, turisti o pellegrini, appare circondata da una forte muraglia, una sorta di sistema di difesa, spesso adottato nelle chiese dello stesso periodo.
E proprio di fronte all'ingresso della chiesa è situato il bellissimo portale d'ingresso della muraglia: sulla sinistra è presente, inoltre, una scaletta che porta a un palchetto sotto il campanile a vela del portale stesso. Gli abitanti di Solarussa sono molto legati a questo luogo e al grande santo Gregorio magno, papa e dottore della Chiesa, a lui tributano festeggiamenti molto intensi e partecipati.
Un santuario mariano
Altro luogo identitario a cui sono molto legati i solarussesi è la chiesa della Madonna delle Grazie che i fedeli di Solarussa chiamano affettuosamente santuario. La chiesa fu costruita nella parte più alta del paese: intorno questa chiesa lungo i secoli si addensarono le case, probabilmente per proteggerla dalle continue inondazioni che in quel periodo devastavano gran parte dei campi e del territorio abitato. Ogni anno si teneva un pellegrinaggio, al quale partecipavano molti devoti, che provenivano da varie parti del Campidano, ma anche del Montiferru, della Planargia, e perfino dalla Marmilla e dal Sarcidano. L'affluenza al Santuario diminuì man mano che si affermò il culto della Madonna del Rimedio. La parte frontale della chiesa è caratterizzata da un loggiato a tre ordini di archi poggianti su pilastri e, sulla stessa linea, ha due torri campanarie di stile e fattura similari che affiancano la facciata della chiesa e la rendono unica nel suo genere. Questi elementi danno origine a una elegante terrazza alla quota dalle celle campanarie. Sul filo dell’ingresso vero e proprio, sempre al livello superiore, il motivo architettonico è concluso da una timpanatura (in cui si aprono tre finestre) a segnare le due falde del tetto. All’interno la chiesa si sviluppa in un'unica navata, con tre cappelle laterali. Interessanti gli stucchi e le decorazioni della metà del XIX secolo: la volta fu affrescata dal pittore oristanese Carletto Contini tra il 1933 e il 1936, su incarico del canonico parroco di Solarussa Giuseppe Loy.
La chiesa parrocchiale
Ma il vero cuore della comunità cristiana è la parrocchiale dedicata al principe degli apostoli San Pietro. Opera dell’estro luminoso dell’arch. Luigi Cominotti che ideò, progetto e diresse i lavori dall’inizio nel 1830 al 1835: fu voluta dall’Arcivescovo Giovanni Maria Bua, che gli affidò anche il progetto delle maestose cappelle del transetto della Cattedrale di Oristano. Ma gli affidò profonde ristrutturazioni nel Seminario Arcivescovile: la parrocchiale fu solennemente dedicata dallo stesso Arcivescovo il 24 giugno 1835. All'interno ci sono tre navate, due laterali e una centrale. In quelle laterali sono presenti sette cappelle più quella situata nell'abside. Nel coro dietro il presbiterio si possono ammirare due grandi tele, una raffigura l'angelo che libera San Pietro dal carcere e l'altro San Gregorio Magno, con la consueta colomba a simboleggiare la grazia dello Spirito Santo sono opera del famoso pittore romano Pietro Angeletti della seconda metà del 700, operante in Roma e in Vaticano.
Terre fertilissime
Questa parte del Campidano settentrionale, nella bassa valle del Tirso, è una delle aree più fertili dell’Isola, coltivata a vigneti, oliveti, carciofi, pomodori, angurie e meloni. Solarussa è un centro agricolo di duemila e 500 abitanti a poco più di dieci chilometri da Oristano, dove, nel 1388, fu sottoscritto il trattato di pace tra Eleonora d’Arborea e Giovanni I d’Aragona. Il toponimo latino, solum russus, deriva dalla particolare colorazione della terra locale. Attività del XX secolo sono state l’Olearia, industria che produceva olio di sansa, e uno stabilimento di trasformazione dei prodotti agricoli, primo del genere nell’Isola. Oggi la viticoltura rende celebre il paese: nel Bennaxi, florida campagna solarussese, verdeggiano i vigneti di vernaccia. Al prelibato vino è dedicata una sagra accompagnata da degustazioni di pietanze locali. La fertilità dei terreni da sola non è motivo sufficiente per produzioni di eccellenza in campo agricolo: è necessario, anzi indispensabile, che ci siano competenze tecniche, passione lavorazione attenta, precisa e generosa. Tra le eccellenze del territorio di Zerfaliu e Solarussa, come abbiamo detto, prevale la coltivazione del vitigno Vernaccia. Questa intelligente produzione offre al mercato, anche internazionale, delle vere e proprie eccellenze che hanno invaso, con vini prelibatissimi e super premiati il mercato internazionale. La proposizione della Vernaccia come vino da dessert e da meditazione ha trovato, negli ultimi decenni, efficaci strategie promozionali. La vernaccia, anche di Solarussa, è riconosciuta come uno tra i migliori vini al mondo.
Le ricchezze di Zerfaliu
La comunità di Zerfaliu è famosa per la Sagra degli Agrumi, ottima occasione per scoprire l’identità della piccola comunità. Il cuore del paese è la parrocchiale dedicata a santu Dominu (cioè al Signore Gesù nel mistero della sua Trasfigurazione); l’edificio religioso, merita una presentazione e una visita: dopo un primo edificio del periodo della dominazione pisano-genovese (XI-XIV sec.), del quale rimane solo l’arco pisano a sesto acuto, con sovrapposto campanile a vela dell’XI secolo, su di esso fu edificata la nuova parrocchiale in epoca spagnola (XV-XVI sec.). Poco fuori dal centro abitato, è possibile visitare la sublime chiesa campestre di San Giovanni Battista, un luogo di devozione immerso nella tranquillità della campagna. Il territorio circostante è ricco di antiche testimonianze archeologiche che raccontano la lunga storia di questa parte della Sardegna, come Su Nuraghe ‘e mesu, un nuraghe complesso al centro di un’ampia vallata, e il nuraghe Jana.
E' questo il tempo giusto per abbonarsi a L'ARBORENSE
Il giornale direttamente a casa tutte le settimane.