Giovedì, 13 Agosto 2020

Progetto1

Da alcuni decenni, in tutto il mondo, si sta rivalutando nell’edilizia l’impiego della terra cruda, antico materiale costruttivo - soppiantato dalla diffusione del cemento – che ha riacquistato interesse grazie a diversi interventi volti alla tutela del patrimonio storico-architettonico e alle tecniche della bioedilizia, impegnata nel realizzare progetti a basso impatto ambientale...

di Erika Orrù

La terra cruda, un materiale naturale e performante, riciclabile al 100%, estremamente economico e ecosostenibile, è nota in Sardegna - a seconda della zona – come Ladiri o Ladrini, termine dialettale con cui si indicano, nello specifico, blocchi parallelepipedi la cui particolarità consiste nel materiale di composizione: non pietra - vista la sua scarsa disponibilità in pianura - ma terra mescolata con paglia per dare più consistenza. Tra le tecniche di lavorazione più diffuse, denominata Adobe, dà il nome a una ditta di Nurachi che realizza ancora oggi mattoni in terra cruda. La sua titolare è Luigia Demelas, conosciuta da tutti come Luisa, che ha trasformato l’attaccamento alla tradizione in una professione. Il tutto è iniziato in maniera quasi casuale: fu una mostra sull’utilizzo della terra cruda nel mondo, organizzata proprio a Nurachi dall’architetto Maura Falchi, sua ex insegnante di statica in un corso di restauro, a incuriosirla a tal punto da spingerla a investire nel settore. Un materiale – dichiara Luigia - che si stava apprezzando nuovamente proprio per la sua peculiarità termica che gli consente di mantenere il calore durante l’inverno e rilasciarlo durante l’estate. Nessuno produceva più mattoni di questo tipo, perciò ho pensato che potesse costituire un’opportunità di lavoro per me e mi sono cimentata in quest’antica pratica.

Luigia Demelas ladiri 1200

È stato un artigiano che aveva collaborato alla preparazione di mattoni in ladiri destinati a una casa vicino a Solanas a mostrarle come si faceva e a trasferirle le conoscenze tecniche. Ho avuto il suo contatto e mi ha instradato, ho iniziato così – racconta la titolare di Adobe - poi ho assorbito come una spugna consigli dai più esperti e ho affinato col tempo la tecnica. I mattoni di Luisa contengono esclusivamente terra, acqua e paglia le cui proporzioni dipendono dalle caratteristiche chimico-fisiche della terra utilizzata: se ad esempio la terra è troppo argillosa l’impasto necessita di maggiore acqua. Faccio lavorare la terra già setacciata, proveniente da un deposito di San Vero Milis, nelle molazze di ferro (macchine impastatrici costituite da una vasca metallica circolare nella quale girano mole cilindriche che rotolando preparano l’impasto), poi aggiungo l’acqua e la paglia - tritata precedentemente con una macchinetta - per ottenere un impasto uniforme e plastico; con l’ausilio delle carriole il composto viene trasportato sotto le tettoie dove preparo i mattoni. Prosegue Luisa: Uso stampi multipli, privi di fondo e lignei perché rispetto a quelli in metallo sono meno pesanti. La sformatura dei mattoni avviene per terra, per questo indosso delle ginocchiere. Inserisco la terra nello stampo e premo attentamente l’impasto contro le pareti per formare bene gli angoli, poi livello la superficie con l’aiuto di un frattazzo per eliminare l’impasto in eccesso e sfilo la forma grazie a delle manigliette laterali situate sui lati minori; per agevolare lo scivolamento dello stampo dalle pareti, prima di ogni sformatura occorre bagnarlo.

Luigia-Demelas-4-ladiri-1200.jpg

I mattoni restano esattamente in quel punto per essiccare naturalmente, una volta induriti vengono posizionati nei pallet, trasportati nel capannone e accatastati distanziandoli tra loro per favorire la ventilazione e farli stagionare almeno un paio di mesi prima del loro utilizzo. L’essiccamento è una fase determinante della lavorazione dei blocchi ed è fortemente legato al tempo. D’estate l’esposizione al sole dura in media una decina di giorni, dopo qualche giorno - quando è possibile maneggiare il mattone senza che si deformi - viene voltato e poggiato di taglio in maniera tale che ognuna delle sei facce riceva direttamente i raggi solari.Si lavora solo 5, 6 mesi all’anno; in primavera si inizia ad allestire - tempo permettendo - altrimenti i mattoni non asciugano. I mesi ideali sono quelli più caldi: giugno, luglio e agosto poiché il sole garantisce un essiccamento ottimale, poi si va avanti fino al sopraggiungere del maltempo. Si tratta di un lavoro molto faticoso e pesante – dichiara Luisa - non potrei fare tutto da sola: i mattoni pesano 13 kg l’uno e quindi maneggiarli richiede molta forza; l’aiuto di mio marito e di mio figlio è davvero prezioso.I mattoni sono perlopiù destinati alla realizzazione delle cupole dei forni a legna - nella forma trapezoidale– oppure,nelle misure standard 40x20x10, alla restaurazionedegli edifici costruiti con queste tecniche e alla costruzione di nuove abitazioni, realizzate secondo i principi della bioarchitettura.

Luisa Demelas 2 1200

È assolutamente doveroso sensibilizzare l’opinione pubblica erichiamare l’attenzione sulla sostenibilità, in virtù di questo Luisa tiene workshop sulla realizzazione di mattoni crudi secondo il metodo tradizionale, accoglie nella sua azienda diverse scolaresche e si reca lei stessa nelle scuole per spiegare il suo lavoro data l’esperienza ventennale nel settore. Grazie alla terra cruda passato, presente e futuro si intrecciano. I materiali naturali costituiscono una risorsa facilmente reperibile, altamente rinnovabile e tesa a migliorare il benessere e la salute dell’uomo; il loro utilizzo non solo contiene fortemente i consumi, ma riduce l’uso di materiali chimici e sintetici per le costruzioni. Auspichiamo che la rivalorizzazione di questo materiale da costruzione antichissimo, e al contempofortemente all’avanguardia, trovi sempre più ampia diffusione per vivere in maniera ecosostenibile e biocompatibile.

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon