Martedì, 19 Marzo 2019

Progetto1

 In Sardegna, terra di pascoli rigogliosi, da sempre abbiamo pecore in abbondanza e una grande produzione di latte che viene trasformato in formaggi di ottima qualità. Uno tra i tanti è il "formaggio fresco di pecora”, ingrediente principe di tante ricette regionali in cui esprime il meglio delle sue proprietà organolettiche

di Mirco Mele

Il dolce di questa settimana, sa seada, racchiude il gusto e la storia del formaggio fresco. Il suo aspetto untuoso ha dato origine al nome: pare che seada derivi dalla parola latina SEBU(M), che tradotto in sardo sarebbe seu: così veniva chiamato un tempo il grasso animale, lo strutto di maiale. È un piatto diffuso in tutto il territorio regionale, principalmente dove prevale la pastorizia. Si presume che in origine fosse un pasto completo, una pietanza povera nata in una economia pastorale e solo successivamente rivisitata con l’aggiunta del miele e trasformata in dolce da servire a fine pasto. Nelle varianti linguistiche dell’isola viene chiamata: seada o sebada. Un tempo la seada era realizzata in prevalenza per le feste pasquali, in concomitanza con la primavera, grazie ai primi pascoli delle greggi. Oggi le seadas si trovano in commercio tutto l’anno, da qualche tempo persino all’estero. Chi è stato in Sardegna anche solo una volta non può non amarle alla follia! Viene preparata rigorosamente con formaggio fresco di pecora inacidito, aromatizzato con limone e miele, avvolta da una sottile sfoglia di semola e strutto chiamata pasta violada. La parola violare proviene dal latino FRIGULARE, ungere, intridere la pasta di grasso. Il dolce appena pronto viene fritto in abbondante olio extravergine di oliva (un tempo veniva fritto nello strutto) e insaporito con il miele o  anche con lo zucchero.

seada4 mirco mele

Dai manuali giornalistici enogastronomici apprendiamo che la seada ha origini molto lontane: Marco Porcio Catone, noto anche come Catone il Censore, politico e scrittore romano del 200 a.C, nel suo libro De agri cultura cita in versetti una ricetta che chiama Placenta: corrisponde a un dolce fatto con una sfoglia di farina impastata con acqua e strutto, all’interno formaggio ammollato nell’acqua e mescolato con miele. In un’altra ricetta chiamata Globi, il formaggio fresco veniva fritto nello strutto e condito con miele

seada1 mirco mele.

Ora veniamo alla preparazione delle

Seadas al miele

Ingredienti per 4/6 persone

Per la pasta

  • 400 gr di farina
  • Q.b acqua tiepida
  • 1 albume d’uovo
  • 3 gr di sale fino
  • 50 gr di strutto

Per il ripieno

  • 300 gr di formaggio di pecora fresco acidulo
  • La buccia grattugiata di un limone
  • Q.b Miele di corbezzolo o castagno
  • Olio di oliva per la frittura

Come procedere: iniziate con la lavorazione della pasta, impastando 400 gr di farina con poca acqua tiepida, incorporate gradualmente l’albume e infine lo strutto e il sale. La pasta sarà pronta quando risulterà morbida ed elastica. Fate riposare l’impasto per 10 minuti avvolgendolo con la pellicola per alimenti. Riprendete la pasta e stendetela con un matterello, cercando di assottigliarla il più possibile. Se disponete di un tirapasta manuale o elettrico, arriverete a tirare delle sfoglie dello spessore 5 (il numero 5 riportato nella macchina stendipasta indica lo spessore della pasta da voi desiderata). Per stendere bene la pasta aiutatevi con una spolverata di farina sul tavolo in modo da far scivolare il composto.

In un contenitore capiente versate l’acqua calda, dove andrete a immergere per 5 minuti il formaggio fresco. Scolate il formaggio dall’acqua e mescolatelo con i rebbi di una forchetta, quando risulterà una poltiglia, aggiungete la scorza del limone e amalgamate i due ingredienti.

Stendete la sfoglia e ritagliate dei dischi rotondi: al centro di ognuno ponete il ripieno preparato precedentemente.seada2 mirco mele Ricavate un altro disco di pasta della stessa grandezza e posatelo sopra per racchiudere l’impasto. Con i rebbi della forchetta, sigillate i bordi della vostra seada, in modo da contenere ermeticamente il composto di formaggio. Ripetete l’operazione fino a terminare gli ingredienti. Preparate una padella dai bordi alti, versate all’interno l’olio d’oliva e portatelo alla temperatura di 185 °C. Immergete la seada, quando sarà di colore paglierino da entrambi i lati scolatela e posatela su fogli di carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Servite in un piatto cosparsa di miele a vostro piacimento.

Da accostare al dessert vino vernaccia o moscato.

Buona scorpacciata … !!!

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