Giovedì, 16 Aprile 2026

 

La Sardegna rischia di essere investita da una diffusione massiccia, e scarsamente governata, di impianti da fonti rinnovabili, con conseguenze rilevanti sul territorio e sul paesaggio.

* di Elia Sanna

È l’allarme emerso dal convegno che aveva come tema quello dell’energia strategica promosso a Oristano da diverse associazioni locali, che ha riunito giuristi, tecnici ed esponenti istituzionali. Tra le associazioni protagoniste anche diverse di natura ecclesiale, che operano in città e nel territorio dell’Arcidiocesi arborense.

Un impegno concreto della Chiesa, che passa attraverso l’impegno dei laici, a sensibilizzare e promuovere il tema della cura e della custodia del Creato.

A delineare il quadro è stato il costituzionalista Giovanni Coinu, docente del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Cagliari, che ha ricondotto l’origine del problema alle scelte dell’Unione Europea, la quale ha qualificato le rinnovabili come interesse pubblico prevalente, vincolando in modo stringente Stati e Regioni.

L’Italia aveva inizialmente utilizzato il margine lasciato dall’Ue con il decreto Draghi, che riconosceva alle Regioni uno spazio per individuare le aree idonee, ha spiegato Coinu. La Sardegna ha esercitato questa possibilità con la Legge 5 del 2024, la cosiddetta moratoria, e con la successiva legge 20, pensata per la tutela del paesaggio. Entrambe però sono state impugnate dal Governo e dalle società energetiche. Secondo Coinu, la giurisprudenza ha chiarito un punto decisivo: La Corte costituzionale ha affermato che le Regioni possono bilanciare rinnovabili e tutela del territorio, ma non introdurre divieti generalizzati. Nel frattempo il Tar del Lazio ha annullato la parte del decreto che lasciava margini alle Regioni.

A questo si aggiunge il decreto legge 175 che, a suo giudizio, cancella di fatto ogni spazio decisionale regionale. Il rischio, ha avvertito, è che la Sardegna si ritrovi senza strumenti per governare l’impatto delle rinnovabili sul proprio territorio.

Il convegno, ospitato nella sala dell’Union Fidi della Confcommercio, è stato aperto dall’intervento di Giampiero Vargiu, ingegnere esperto di energia e presidente dell’associazione Oristano Oltre: Abbiamo promosso questa iniziativa perché pensiamo che la transizione energetica sia un atto d’amore verso la nostra terra, ha detto.

Parliamo ormai di transizione economica e di sviluppo sostenibile, temi che incidono sulla vita delle persone, sulla salute dei territori e delle imprese. La Sardegna può produrre energia dal cielo e dalla terra e illuminare le case senza ferire il paesaggio.

Sul piano tecnico è intervenuto Alfonso Damiano, professore ordinario di Ingegneria dell’energia elettrica all’Università di Cagliari, che ha illustrato i dati sul sistema dei trasporti terrestri: Nel 2024 la mobilità in Sardegna resta fortemente dipendente dai combustibili fossili, con una netta prevalenza del trasporto su gomma rispetto a quello su ferro. I dati dell’ateneo mostrano come gasolio e benzina rappresentino oltre il 98% dei consumi energetici del comparto, mentre l’elettrico resta marginale.

Nel complesso, ha concluso Damiano, il sistema dei trasporti è ancora distante dagli obiettivi di decarbonizzazione e richiede un’accelerazione sull’elettrificazione e sul rafforzamento del trasporto pubblico. Il ruolo dell’efficienza energetica e delle Comunità Energetiche Rinnovabili è stato invece al centro dell’intervento dell’ing. Guido Sanna, esperto di elettricità e dipendente della società Elios.

Sanna ha sottolineato come il Conto Termico 3.0 non sostituisca le CER, ma ne rafforzi l’efficacia riducendo i consumi termici e affiancandosi agli incentivi del decreto Cacer. Le CER possono supportare cittadini e imprese nell’accesso agli incentivi del Gse, con interventi agevolati e tempi di ritorno più rapidi. In Sardegna, ha spiegato, l’integrazione tra efficienza energetica, CER e incentivi rappresenta una leva strategica per una transizione realmente sostenibile.

Dopo il dibattito ha chiuso i lavori l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani: Lavoriamo perché in Sardegna ci sia una giusta transizione energetica. Le risorse del vento e del sole non devono favorire solo le grandi società nazionali, ma portare benefici concreti ai cittadini e alle imprese sarde. Iniziative come quella di Oristano, ha aggiunto, consentono di approfondire i dati e confrontarsi con esperti e università per avere un quadro completo e valutare punti di vista differenti.

Al termine, Giampiero Vargiu ha annunciato la stesura di un documento condiviso da tutte le associazioni presenti, contenente le proposte emerse dal convegno, che sarà trasmesso alla Presidenza della Regione e al Consiglio regionale.


E' questo il tempo giusto per abbonarsi a L'ARBORENSE

Il giornale direttamente a casa tutte le settimane.

Scopri come fare

 

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon