Comunicare è uscire un po' da sé stessi per dare del mio all'altro. E la comunicazione non solo è l'uscita ma anche l'incontro con l'altro. Saper comunicare è una grande saggezza. Il vostro lavoro costruisce la società, costruisce la Chiesa. Fa andare avanti tutti. A patto che sia vero. Bisogna essere veri nell'interiorità e nella vita. Sono le parole che papa Francesco ha rivolto a noi, sabato scorso, 25 gennaio, partecipanti al Giubileo del mondo della comunicazione nell'Aula Paolo VI.
* di Mauro Dessì
Un pensiero espresso a braccio, dopo aver suscitato tanta ilarità nel dire: come posso leggervi a quest’ora, con lo stomaco che brontola, nove pagine di discorso? Sarebbe una tortura! E così ci ha regalato un pensiero semplice, di poche parole, ma che ci invita, come comunicatori e giornalisti, a una grande responsabilità: essere veri per costruire la società, e la Chiesa, nella verità.
L’udienza ha fatto seguito alla liturgia penitenziale del giorno prima, al pellegrinaggio verso San Pietro e il passaggio per la Porta Santa del sabato, e ha anticipato la Messa giubilare nella Domenica della Parola. Tutti momenti che ci hanno coinvolto e aiutato a vivere il nostro Giubileo sia come tempo di grazia personale che come opportunità di formazione per il nostro servizio per le comunicazioni sociali. L’ho vissuto insieme con i colleghi di Sassari, Alghero-Bosa, Ales-Terralba, Iglesias e Cagliari. In comunione fraterna.
Dopo due giorni di incontri assembleari sulle sfide di oggi per la comunicazione, caratterizzati da testimonianze e riflessioni da parte di colleghi con incarichi importanti nel mondo dell’informazione nazionale, ci siamo ritrovati a San Giovanni Laterano, Basilica papale e anch’essa chiesa giubilare, per la liturgia penitenziale e per celebrare San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti: occasione di riflessione per tutta la categoria, credenti o non credenti, sulla necessità che essa continui a mettere al centro della professione l’etica.
Poi sabato, all’alba, dietro a Castel Sant’Angelo, in centinaia ci siamo ritrovati in piazza Pia per attraversare via della Conciliazione in preghiera e giungere in Basilica. Una mattinata che, come detto, poi è culminata con l’incontro con papa Francesco in Aula Paolo VI. Un mix di fede ed emozione.
Attraversando la Porta Santa c’è chi l’ha baciata, chi l’ha sfiorata con la mano, chi ha sostato qualche breve istante con gli occhi chiusi e chi, non poteva mancare, ha scattato una foto. In Basilica ognuno si è ritagliato un tempo di preghiera per lucrare l’indulgenza plenaria.
Un passaggio, quello della Porta Santa, che apre alla vita alta, piena, nella quale ritornare alla radice della propria missione di comunicatori, per riscoprire la passione per la verità, ritrovare slancio e coraggio per essere comunicatori di speranza. Grazie per quello che fate, son le parole con cui papa Francesco ci ha salutato.
È stato bello sentirselo dire, molto confortante e incoraggiante: ma ci responsabilizza ancora di più. Soprattutto per chi fa del proprio mestiere una missione e un’opportunità per trasmettere e annunciare la buona notizia del vangelo.
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