Giovedì, 16 Aprile 2026

Aumenta ogni giorno il numero di chi, in provincia di Oristano, contrae il virus West Nile. E se qualcuno ne ha già smaltito i postumi, purtroppo c'è chi ancora lotta tra la morte e la vita. Due, invece, le persone che non ce l'hanno fatta: già sofferenti per altre patologie pregresse, non hanno retto il virus della Febbre del Nilo. Perchè tutto ciò sta accadendo solo in provincia di Oristano? Il Commissario straordinario della Provincia, Battista Ghisu, ha voluto far giungere una nota agli organi di stampa.


In merito alla diffusione della west Nile e i numerosi contagi che purtroppo stanno causando vittime, vorrei sottolineare che la Provincia è in prima linea sugli interventi antilarvali e antialate per arginare la diffusione delle zanzare allo stato larvale e adulto. Interventi assicurati in tutti i mesi dell'anno visto l'andamento climatico favorevole alla riproduzione e diffusione delle zanzare e di conseguenza del virus che circola a seguito degli uccelli migratori che fanno da serbatoio e permettono la diffusione da parte degli insetti vettori.

Non dobbiamo dimenticare che la presenza delle zone umide e delle risaie nell'oristanese non aiuta perché li è il terreno ideale per la riproduzione delle zanzare.

Le terre pubbliche comprese le zone umide sono sotto stretto monitoraggio dei tecnici della Provincia e lì vengono adottate tutte le misure di lotta preventiva e attiva per combattere la proliferazione e di conseguenza contenere il virus della febbre del Nilo. Sulle risaie, ormai giunte a maturazione visto che tra non molto verrà raccolto il riso, negli oltre 3000 ettari coltivati occorre fare un ragionamento serio a tutela delle vite umane che coinvolge i cittadini e gli addetti del settore agricolo.

Gli strumenti di lotta antilarvale devono essere attivati anche nelle risaie così come è stato fatto in altre zone d'Italia e in Europa con un nuovo modello di incentivi pubblici a favore degli agricoltori che soprattutto nella prima fase della semina devono usare i prodotti biologici per eliminare le uova e le larve delle zanzare. Il comparto agricolo e risicolo costituisce la vera eccellenza della Sardegna ma è innegabile che gli ettari perennemente sommersi dall'acqua favoriscono il proliferare delle zanzare soprattutto per quelle risaie attaccate ai centri abitati.

Chiedo alla Regione di valutare anche questa possibilità di incentivi al mondo agricolo per la lotta contro la diffusione delle zanzare con il coinvolgimento delle associazioni di categoria, fermo restando che intorno ai centri abitati ci devono essere zone di rispetto in cui, se permane la risaia storica, deve obbligatoriamente essere attivata la lotta antilarvale. Le leggi sanitarie prevedono anche l'abbattimento in caso di emergenza sanitaria e per inosservanza dei provvedimenti dell'autorità comunale e sanitaria.

La Provincia dal 1 gennaio ha mediamente effettuato nell'agro degli 87 Comuni, dai 200 ai 250 interventi mensili antilarvali. Con i dati aggiornati a maggio abbiamo effettuato disinfestazioni su 3294 vie nei centri abitati e a giugno 4056 interventi antilarvali in tombini, caditoie, pozzetti, abbeveratoi e fontane. Abbiamo fatto numerosi interventi adulticidi soprattutto nei paesi dove si sono verificati casi di contagio umano nel rispetto delle indicazioni della Asl e dei servizi prevenzione e dei protocolli nazionali. Siamo intervenuti sino a oggi si 184 segnalazioni pubbliche per blatte, 24 per zecche, 4 per pulci, 17 per vespe, 34 per formiche e termiti, 6 per insetti vari e 143 volte per ratti. 


 

E' sempre tempo per abbonarsi a L'ARBORENSE

Approfitta delle nostre promozioni: con soli 5 euro il giornale a casa tua, tutte le settimane, sino a dicembre 2025.

CLICCA QUI per sapere come fare

 

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon