Lunedì, 11 Maggio 2026

 

Oggi parleremo di un processo che è alla base della nostra sopravvivenza ma la cui importanza tende a essere sottovalutata, dandola spesso per scontata: la respirazione.

* di Alessandro Cabiddu, medico

Come si può definire la respirazione?

Essa è caratterizzata dall’atto respiratorio, un meccanismo istintivo che noi svolgiamo automaticamente senza pensarci (consideriamo, per esempio, la respirazione notturna) ma che possiamo svolgere anche mediante un’azione volontaria. Si divide in una fase inspiratoria, in cui introduciamo aria all'interno dei polmoni, e in una fase espiratoria, in cui eliminiamo l'aria all'esterno.

Per quale motivo è importante avere una buona respirazione?

L’atto respiratorio convogliando alle cellule, durante l'inspirazione, l’ossigeno, consente lo svolgimento dei processi metabolici al loro interno permettendo, con l'espirazione, l’eliminazione del 70% delle scorie organiche (come l’anidride carbonica). Tra le altre funzioni importanti del respiro ricordo il coinvolgimento nella produzione della voce (fonazione), la termoregolazione, la regolazione dell’equilibrio acido-base del sangue (il PH), la protezione da infezioni (allontana i microrganismi), la rigenerazione cellulare (grazie alla stimolazione generata dal respiro sulla circolazione), il miglioramento della postura (con una respirazione corretta si ha un rilassamento dei muscoli e una stabilizzazione della colonna vertebrale), la partecipazione al senso dell’olfatto, il coinvolgimento in vari riflessi (tosse, sbadiglio, starnuto), la riduzione di ansia e stress (la respirazione profonda è alla base dello yoga), il miglioramento della digestione (grazie all'attivazione del sistema nervoso parasimpatico) e della qualità del sonno (grazie al rilassamento e alla riduzione dell'adrenalina circolante, responsabile dell'insonnia). Quindi la respirazione è un atto fondamentale per la funzionalità degli organi e dei vari processi fisiologici di tutto l’organismo.

Quali sono i muscoli coinvolti nella respirazione?

Il muscolo più importante è il diaframma. Questo muscolo, che separa la cavità addominale da quella toracica, è il più importante nel determinare il ritmo respiratorio: inspirazione, pausa, espirazione. A questo si aggiungono altri muscoli principali che sono gli intercostali esterni. Ci sono poi una serie di muscoli secondari, chiamati accessori: pettorali, sternocleidomastoideo, trapezio, ecc. Questi sono chiamati accessori in quanto sono coinvolti durante una respirazione forzata, per esempio uno sforzo fisico.

Ci può spiegare come agisce il diaframma?

Come per tutti i muscoli l'azione del diaframma è duplice: da un lato, durante l'inspirazione, si contrae e si abbassa, riempiendo di aria i polmoni e gonfiando la pancia; dall'altro, durante l'espirazione, si rilassa e si alza, svuotando i polmoni dall'aria.

Qual è il modo più corretto per respirare?

Ci sono due modi per respirare: uno di pancia, in cui quest’ultima, con l’azione del diaframma, si gonfia e uno di torace, dove vengono coinvolti soprattutto i muscoli toracici e c’è una maggiore distensione del torace. La prima è tipica del sesso maschile e dello stato di riposo, la seconda di quello femminile e di un’attività fisica intensa, con aumentata richiesta di ossigeno. Il modo più corretto per respirare si ha mediante l'utilizzo del diaframma in quanto, con la sua contrazione e il suo rilassamento, ci si assicura una respirazione più profonda garantendo una migliore ossigenazione dei tessuti. Si dovrebbe inspirare col naso ed espirare con la bocca. Per capire se stiamo utilizzando questo muscolo in modo corretto possiamo mettere una mano sul torace e una sulla pancia. Se durante l'inspirazione si solleva soprattutto quest'ultima vuol dire che la respirazione è eseguita in modo corretto. Ciò consente di scaricare la tensione muscolare, in quanto facendo rilassare i muscoli accessori si evitano contratture muscolari a carico di questi ultimi e quindi alla colonna cervicale, al collo e alle spalle.

Ci sono fattori che influenzano la respirazione?

Tutto ciò che ostacola il lavoro dei muscoli respiratori tende a gravare sulla respirazione stessa. Quindi possiamo avere sia impedimenti fisici (fratture, dolori muscolo scheletrici, obesità, malattie polmonari e cardiologiche) sia psichici (ansia, stress). Questo determina l'attivazione del sistema nervoso simpatico con un aumento del respiro superficiale, riducendo così l'azione del diaframma e aumentando quella dei muscoli accessori toracici di cui abbiamo parlato in precedenza.


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