Sabato 25 aprile si è tenuta al cinema Joseph di Ghilarza l’anteprima in Sardegna del film Quasi Grazia, diretto dal regista Peter Marcias. L’appuntamento rientrava nel più ampio cartellone di iniziative della IX Settimana Gramsciana, svoltasi dal 21 al 27 aprile, promossa dalla Fondazione Casa Museo Antonio Gramsci Ghilarza e l’Associazione culturale Heuristic.
È stata una settimana ricca di incontri, affidati alla direzione artistica di Vito Biolchini e al coordinamento organizzativo di Stefano Casta. Nei locali della Casa Museo Gramsci, la Torre Aragonese, il cinema Joseph e l’Auditorium Comunale si sono svolti dibattiti, presentazioni di libri, mostre, tour reading e musica che hanno offerto al pubblico significativi momenti di crescita sociale e culturale.
Numerosi sono stati gli ospiti, tra storici, giornalisti, musicisti e infine i pronipoti Galatea e Tarquinio Gramsci che hanno chiuso la manifestazione omaggiando la tomba della madre del grande pensatore sardo. La settimana gramsciana è ormai un appuntamento consolidato che attraverso gli incontri attualizza il pensiero gramsciano ma offre anche tante altre occasioni di connessioni attraverso i diversi temi affrontati.
Fra questi si è inserita anche la proiezione del film di Peter Marcias, omaggio dedicato a Grazia Deledda, realizzato per celebrarne la figura per il centenario del Nobel assegnato alla scrittrice nuorese. Al regista abbiamo rivolto qualche domanda su questo suo ultimo film.
Lei appartiene alla generazione di quegli autori che nei primi anni del 2000 hanno contribuito alla rinascita del cinema in Sardegna: avrebbe mai immaginato di girare un film su una grande scrittrice come Grazia Deledda?
Guardi, tantissimi anni fa incontrai Michela Murgia a casa sua, le feci una intervista a proposito di Nilde Iotti. Ricordo che sulla scrivania teneva un romanzo di Grazia Deledda, autografato, e mentre lo sfogliavo le chiesi: ma secondo te dovrei fare un lavoro su Grazia Deledda? E lei mi rispose: Ma scherzi? Assolutamente! Hai il dovere di impegnarti per portare sul grande schermo una donna così importante e significativa!
Questo rappresenta il suo primo e lontano incontro che la spinse in questa direzione: e l’ultimo qual è stato?
Certamente l’opera letteraria di Marcello Fois, appunto Quasi Grazia, che portò a teatro proprio con Michela Murgia. Per me è stato perciò molto importante affrontare e raccontare un personaggio memorabile della Sardegna.
Lei ha realizzato tanti documentari su diverse figure femminili quali Liliana Cavani, Piera degli Esposti e, appunto, Nilde Iotti. Queste donne che cosa hanno in comune?
Sono state donne fortissime, che hanno fatto solo passi avanti, pochissimi indietro. Sono tutte donne importanti per l’Italia e per la nostra formazione. Ma le dico, sono state tutte donne emiliane: avevo anche l’esigenza di raccontare una donna che appartenesse alla mia terra.
Parliamo del film. Ha scritto una sceneggiatura di ferro per Quasi Grazia oppure si è preso ampie libertà?
Diciamo che il testo di Fois è scritto in forma teatrale, dunque mi forniva già tanto materiale per la messa in forma cinematografica, mi sono discostato dal racconto di Marcello solo nell’ambientazione del primo atto: anziché a Nuoro il film ha inizio a Roma. Ho introdotto alcuni personaggi che non erano presenti nel testo ma lo sono invece nell’universo letterario della Deledda.
Che immagine di Grazia Deledda ha voluto raccontare?
Oltre il libro di Fois ho consultato l’archivio dell’ISRE di Nuoro e mi sono avvalso della consulenza del prof. Dino Manca. La mia idea era quella di raccontare una Grazia Deledda romana, di una donna che ha amato tanto Roma. Ho raccontato più la figura femminile che quella di scrittrice.
A lei cosa lascia l’avere scandagliato la vita di una donna così prestigiosa?
Devo dirle che mi sono divertito tanto, sono tornato dopo diversi anni a occuparmi di cinema di finzione, dirigere un cast importante mi ha dato molta energia e vitalità, e studiare Grazia Deledda è stato molto appagante.
Quando la rivedremo al cinema?
Il film esce nelle sale il 7 maggio, in tutta la Sardegna, ma saremo all’Ariston di Oristano il 6 maggio. Ci sarà con me anche l’attrice De Muro, che è originaria di Oristano.
* di Antonello Carboni
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