Venerdì, 08 Maggio 2026

 

Giovanni Marghinotti è riconosciuto come il più grande artista sardo dell’Ottocento. Fin qui nulla di sorprendente o eclatante. Tuttavia, riflettendo sul fatto che due sue opere siano collocate sulle pareti del Presbiterio della Cattedrale di Santa Maria di Oristano, e che non si limitano a essere semplici ornamenti architettonici, ma due tele di proporzioni notevoli, probabilmente la prossima volta che vi entreremo potremo ammirare con maggiore attenzione L’Ultima Cena e La Natività, due veri capolavori dell'800 sardo.

*di Antontello Carboni

La Pasqua acquisisce un valore ancora più speciale anche grazie alla pittura, che ebbe il pregio e la funzione di comunicare alle grandi masse non alfabetizzate la storia di Cristo. Un universo simbolico, magistralmente narrato dall’arte che, pur spogliata oggi delle sue funzioni primarie, lascia ampio spazio alla contemplazione della bellezza e alla creazione di un legame spirituale, unico e irripetibile, con la Fede. Le tele, ciascuna di sei metri di larghezza per tre metri di altezza, offrono un trionfo di colori che trasformano l’abside in un incanto.

La diocesi non possiede solo queste due straordinarie opere di Giovanni Marghinotti, ma anche altre di grandi dimensioni, come il magnifico ovale dedicato all’Immacolata, custodito nella cappella del Seminario Tridentino. La tradizione pittorica, consolidatasi fin dal Rinascimento, ha definito diversi generi. Queste opere appartengono al genere della pittura di storia, che può essere sacra o profana. Giovanni Marghinotti praticò vari generi, tra i quali spiccano, oltre a questo, il ritratto e il paesaggio.

Queste tele celano una storia affascinante. Pare infatti, secondo gli storici dell’arte, che siano il frutto del volere testamentario dell’arcivescovo Giovanni Maria Bua, deceduto nel 1840. Altri documenti narrano invece che fu l’arcivescovo Giovanni Saba, successore di Bua, a donare al Capitolo le due tele, come saldo di un debito contratto con il Capitolo stesso. Per sdebitarsi, decise di commissionare a Marghinotti questi due importanti lavori. Effettivamente, le cornici recano lo stemma dell’arcivescovo Saba e la firma in basso: G. Marghinotti fecit 1847.

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L'Ultima cena di Giovanni Marghinotti


È certo che entrambe le opere vantano un’armonia compositiva pienamente risolta, frutto di un periodo particolarmente felice per l’artista. L’Ultima cena non subì tanto l’influenza della più nota di Leonardo, conservata nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano, quanto quella di Andrea del Sarto, visitabile nel Museo dell’antico convento dei monaci benedettini vallombrosani dedicato a San Salvi, a Firenze. In comune hanno soprattutto una sintesi prospettica in gran parte annullata da una modanatura longitudinale, che crea un piano senza profondità di campo, entro il quale raccoglie e concentra l’azione della scena.

Le architetture retrostanti sono inserite in un ambiente caratterizzato dalla flebile luce della luna, che conferisce un’atmosfera particolarmente misteriosa e solenne. La postura degli apostoli converge verso la centralità del Cristo, essi si interrogano increduli e protratti verso Gesù, come nell’opera di Andrea del Sarto, e non si crea l’isolamento come nel Cenacolo, dove gli apostoli reagiscono all’annuncio del tradimento con sgomento e disordinato stupore.

Il candore della sobria tavola emerge dalla composta simmetria dei pani e dei calici, ancora una volta similare a quella dell’opera del fiorentino Del Sarto e completamente diversa dalla Ultima Cena di Leonardo, più ricca di elementi e movimentata.

L’originalità di Marghinotti risiede nell’aver collocato Giuda Iscariota dall’altra parte della tavola e non accanto a Cristo. Marghinotti lo ritrae invece come una figura totalmente buia, non toccata da alcun raggio di luce, e lo rappresenta solo e lontano con stretto nella mano destra un sacchetto contenente i trenta denari. Questo simbolo, che sempre meno spesso analizziamo, è un potente monito contro la corruzione morale, capace di attribuire un prezzo alla dignità umana.


 

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