a cura di Alessia Andreon
È più o meno quello che è successo a Mattia Melis che, in questa intervista, ci racconta com’è cambiata la sua vita dalle prime esperienze come bassista in una band del suo paese d’origine, Belvì, e di come la sua passione sia diventata pian piano un lavoro. Mattia si è trasferito ormai da tredici anni a Cagliari per studiare e, da qualche tempo, ha iniziato a insegnare basso elettrico allo Studio98 Labs di Quartu.
Mattia, sei l’esempio che la musica può essere una valida opportunità per contrastare la noia, soprattutto nei piccoli centri, eppure tutto è nato da una serie di coincidenze…
Sono nato musicalmente circa 17 anni fa: tutto è iniziato grazie a un amico che mi ha incoraggiato a suonare la chitarra. Successivamente mi hanno proposto di suonare il basso, ma è stato un caso: potrei dire che mi sono approcciato al basso per necessità contingenti più che per curiosità; infatti in quel periodo mancava il bassista della band. Questa circostanza si è trasformata in un’opportunità; sono stato letteralmente stregato da questo strumento, spesso sconosciuto o sottovalutato ma ricco di storia, che ricopre sicuramente un ruolo importantissimo nella musica moderna. È così che ho iniziato ad amare il basso.

Imparare a suonare il basso è un passaggio naturale dalla chitarra, come è avvenuto a te, o ormai è talmente conosciuto da avere i suoi estimatori?
È molto raro che un bassista studi partendo dal basso, usando un gioco di parole. Spesso ci si avvicina a questo strumento in una seconda fase, cioè dopo aver provato a suonare altri strumenti; sicuramente la maggior parte dei bassisti ha un background con la chitarra.
Hai detto che il basso è importante nella musica moderna, ci puoi spiegare meglio che ruolo ha il basso in una band?
Il basso serve, insieme alla batteria, da base per un brano musicale. Per essere più precisi è uno strumento sia ritmico, cioè sostiene e dà il ritmo, che melodico, quindi in grado di produrre note, e funge da collante tra questi due aspetti del suono. Spesso può risultare difficile, per un orecchio poco allenato, riconoscerlo in un brano, ma con un po' di attenzione e, magari, con un buon paio di cuffie, si riesce a sentirlo benissimo.

Oltre l’insegnamento hai qualche progetto in cantiere per il nuovo anno?
Attualmente ho in corso vari progetti e collaborazioni: nella band prog metal Brian Maillard Trio, che prende il nome del suo fondatore, chitarrista e batterista di altri famosi gruppi come Dominici e Solid Vision; suono inoltre nei Timeline, una band pop e funk e nella big band tributo sardo a Zucchero Il grande Baboomba, con cui mi esibirò nella serata organizzata per festeggiare il capodanno in piazza a Oristano. Spesso svolgo il ruolo di turnista nelle band, cioè sostituisco i miei colleghi bassisti nel caso in cui non possano essere presenti a qualche concerto.
Photo credits: Iklos