Da qualche settimana l’Arcivescovo sta visitando le parrocchie della Marmilla. Ha iniziato con Laconi e Nureci, comunità guidate dai frati cappuccini, poi ha proseguito fermandosi a Villa Sant’Antonio, Ruinas, Assolo e Mogorella, il cui parroco di tutte e quattro è don Nicola Pinna e, nei giorni scorsi, ha fatto tappa anche a Senis. Per due giorni, 14 e 15 maggio, mons. Carboni farà Visita anche alla comunità di Asuni, guidata da don Manolo Venturino. Al parroco abbiamo rivolto qualche domanda per sapere da lui cosa si aspettano ad Asuni dalla Visita pastorale.
Come vi siete preparati a quest’evento, per molti versi, straordinario?
La Visita dell’Arcivescovo sarà per la comunità un motivo di grande gioia: ci siamo preparati con la preghiera personale e comunitaria. Spesso abbiamo celebrato la Messa con l’intenzione particolare per la Visita pastorale, ma anche con l’adorazione eucaristica guidata dalla Parola di Dio, ascoltata e condivisa. Mons. Carboni sarà in mezzo a noi giovedì 14 e venerdì 15 maggio: sono giorni feriali ma per noi sarà festa grande.
L’Arcivescovo sia nella lettera pastorale che il giorno dell’indizione ha affermato di voler incontrare tutti, nessuno escluso. Può illustrarci i punti principali del programma della Visita ad Asuni?
Il programma prevede cinque momenti: accoglieremo l’Arcivescovo al pomeriggio e la Visita sarà aperta dalla solenne Celebrazione eucaristica (ore 18) nella chiesa parrocchiale; poi ci recheremo nel municipio e nella caserma dei Carabinieri per la visita ufficiale alle autorità, cui seguirà una benedizione pasquale e un fraterno momento comunitario con un rinfresco per tutto il paese. Il giorno dopo, il mattino è dedicato alla visita dell’Arcivescovo ad alcuni malati e anziani nelle loro case. Di pomeriggio ci sarà l’Assemblea parrocchiale con la Celebrazione di chiusura della Visita Pastorale: momenti semplici e allo stesso tempo intensi: sono sicuro che sono attesi da tutti.
La marginalità, le periferie, essere lontani dai grandi snodi sociali e politici. Che percezione avete? Vi sentite ai margini oppure proprio per questa condizione si è sviluppato un senso fraterno e di solidarietà maggiore? Come si vive nella sua parrocchia?
Soprattutto nei nostri piccoli centri la marginalità si sente tanto. Tuttavia, come dono della Provvidenza si è sviluppato un senso forte di comunità, fraternità e anche solidarietà maggiore: ad Asuni si vive bene, la dimensione della semplicità è favorita dal fatto che ci si conosce profondamente. Il cammino pasquale della fede, nonostante le umane fragilità, si traduce in uno stile di vita semplice, che non si esaurisce nella preghiera ma nella solidarietà semplice e fraterna.
In questo tempo caratterizzato da contrapposizioni e conflitti, egoismo e violenza a tutti i livelli, oltre le preoccupazioni, ci sono anche segni di speranza, rinnovamento e solidarietà. La profezia e lo stile evangelico sono percepiti dalla parrocchia che lei guida?
Nella nostra parrocchia lo stile evangelico è percepito attraverso gesti semplici che però lasciano segni indelebili nella vita di chi li compie e di chi li riceve. Penso che questa semplicità e concretezza siano, per noi asunesi, il più bel distintivo di una famiglia che desidera crescere, a volte anche con le fatiche della nostra umanità, ed essere gli uni per gli altri segno di speranza. È la vita semplice di ognuno che porta il messaggio potente della misericordia di Dio.
Prima di essere un parroco diocesano, lei era un religioso professo solenne nell’ Ordine dei Frati minori Cappuccini: cosa è rimasto nel suo cuore e nel suo stile di San Francesco d’Assisi?
Ho cambiato solo l’abito, non uso più il saio francescano, ma lo stile di san Francesco rimane in me in modo forte e chiaro, anche nello stile di vita che ho scelto per me. Ritengo che un pilastro del suo messaggio sia la fraternità: a questo pilastro, fondamentale, ispiro tutta la mia azione. Nella fraternità nessuno, come diceva Francesco, è più degli altri, ma neanche meno degli altri. C’è bisogno di tutti. La fraternità esige rapporti intensi; la fraternità spinge all’umiltà e all’accoglienza; la fraternità condanna i virus del giudizio, della vanagloria e dell’egoismo. La fraternità sa apprezzare le persone non per ciò che hanno ma per ciò che sono.
Ci parli, infine, degli organismi ecclesiali come la catechesi, le Confraternite, la ministerialità della comunità: i parrocchiani e gli abitanti di Asuni cosa si aspettano dalla Visita Pastorale?
La famiglia asunese, anche se numericamente piccola, è viva e attiva, in ogni ambito della vita comunitaria. Abbiamo un numeroso gruppo di Ministranti, la Confraternita della Madonna del Rosario, le Prioresse, la squadra dell’Immacolata, il Coro parrocchiale e due Ministri Straordinari della Comunione. Molta preghiera, catechesi e adorazione e intensa formazione spirituale: tra poco inizieremo il percorso delle Letture bibliche. Dalla Visita Pastorale la famiglia asunese si aspetta un messaggio di speranza per poter proseguire il cammino spirituale che già stiamo percorrendo. Custodiremo nel cuore ciò che il nostro Pastore ci suggerirà.
Grazie: auguriamo a Lei e alla sua comunità, buona e fruttuosa Visita pastorale!
A cura di Tonino Zedda




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