La comunità di Tiana piange la scomparsa di don Nicola Cabiddu, spentosi, lo scorso 30 marzo, all’età di 99 anni. Per oltre trent’anni, dai primi anni Cinquanta fino alla metà degli anni Ottanta, è stato nostro parroco, segnando con la sua presenza una fase importante della vita religiosa e sociale della comunità.
* di Giorgio Piras
La sua missione si è svolta in un periodo di profondi cambiamenti per i centri dell’interno della Sardegna. Alla realtà tradizionale, fondata sull’economia agro-pastorale e su equilibri sociali consolidati, si sono progressivamente affiancati fenomeni nuovi: l’emigrazione verso il continente e l’estero, il mutamento degli stili di vita, l’emergere di nuovi bisogni e nuove prospettive.
Anche Tiana ha vissuto questi passaggi, talvolta silenziosi, talvolta più evidenti, che hanno trasformato il volto della comunità. In questo contesto, la presenza di don Cabiddu, così lo chiamavano i tianesi, è stata costante. Non solo come guida spirituale, ma come punto di riferimento umano, capace di accompagnare la comunità nel quotidiano.
Il suo modo di essere parroco si esprimeva nella vicinanza concreta alle persone: alle famiglie, agli anziani, ai giovani. La sua porta era sempre aperta, così come la sua disponibilità all’ascolto, al consiglio, all’aiuto, spesso offerto con discrezione e senza clamore.
Il suo ministero si intrecciava naturalmente con la vita del paese. In una fase in cui i servizi erano limitati e le istituzioni locali meno strutturate, il parroco rappresentava spesso un riferimento anche sul piano sociale. Don Nicola seppe svolgere questo ruolo con equilibrio, contribuendo a rafforzare i legami comunitari, sostenendo chi si trovava in difficoltà e favorendo un senso di appartenenza.
La sua presenza ha accompagnato intere generazioni di tianesi nei momenti fondamentali della vita: i sacramenti, le feste, le prove più difficili. Non si trattava solo di un ministero esercitato in modo formale, ma di una relazione autentica con la comunità, costruita nel tempo, fatta di conoscenza diretta, di fiducia reciproca, di partecipazione alla vita quotidiana del paese. In un tempo segnato da cambiamenti profondi, don Nicola ha rappresentato un elemento di continuità e stabilità.
Senza mai sottrarsi alle trasformazioni in atto, seppe mantenere saldo il legame con i valori fondamentali della comunità, accompagnando con sobrietà e senso di responsabilità il passaggio tra epoche diverse. Con la sua scomparsa si chiude una lunga stagione che coincide, in parte, con la storia recente di Tiana.
Ma resta una memoria viva, custodita nei gesti, nelle parole e nelle relazioni che ha saputo costruire. Per molti è stato una guida discreta, per tutti un riferimento: un pastore che ha condiviso fino in fondo la vita della sua gente, lasciando un segno profondo e duraturo. La comunità di Tiana si stringe nel ricordo riconoscente a don Cabiddu.
A lui va il grazie sincero di generazioni che hanno trovato nella sua presenza una guida sicura, una parola di conforto, un aiuto concreto. Il suo esempio continuerà a vivere nella memoria del paese e nei valori che ha saputo trasmettere, come traccia discreta ma duratura di una vita spesa per gli altri.
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