Solanas più che una frazione
Civilmente parlando, il paese di Solanas è frazione del Comune di Cabras, anche se non è sempre stato così. Possiamo, infatti, affermare che questa circoscrizione civile è figlia del periodo fascista e di quella forma di governo. Anche oggi, a livello amministrativo, non è cambiato molto: Solanas è governata dal Comune di Cabras.
* a cura di don Tonino Zedda
Eppure la comunità, specie a livello ecclesiale, ha sempre avuto una sua identità e una fisionomia. Legata, forse, alle vicine parrocchie di Nuracraba e Fenugheda, che durante gli ultimi secoli scomparvero dando vita, appunto, alle comunità di Solanas e di Donigala Fenughedu. Nell’Archivio Storico diocesano, e in quello parrocchiale, sono custoditi importanti registi (quinque libri) che, fin dal principiare del 1600, raccolgono la traccia dei sacramenti amministrati nella suggestiva e antica chiesa parrocchiale, storicamente dedicata al vicario di Cristo, San Pietro apostolo.
I registri più antichi sono quelli dei Battesimi (che inizia esattamente nel 1601), quello dei Matrimoni (sempre nel 1601) e quello dei Defunti iniziato nel 1602. Da allora, fino a oggi, i vari parroci hanno trascritto, in modo assolutamente certosino, secondo le indicazioni dei vescovi diocesani, su impulso del Concilio di Trento, il passaggio esistenziale, biografico e spirituale di tutti i fedeli della comunità di Solanas (pratica comune, del resto, a tutte le parrocchie dell’Arcidiocesi dell’intera Chiesa Cattolica).
Oltre la chiesa parrocchiale nel territorio è presente l’antica chiesa di San Pietro Apostolo, un vero gioiello architettonico risalente agli inizi del 1500 (con aggiunte successive). L’edificio un tempo era legato a un monastero benedettino. Per la crescita della comunità si sentì l’esigenza di edificare una nuova chiesa parrocchiale, sempre dedicata all’apostolo Pietro.
L’arcivescovo metropolita Sebastiano Fraghì, agli inizi degli anni 50, accogliendo la donazione di un terreno, fatta dal sacerdote solanese don Giovanni Melis, proprio al centro del paese, volle erigere una nuova chiesa. I lavori della parrocchiale cominciarono subito, con la posa della prima pietra il 13 gennaio 1956, presente il Delegato arcivescovile mons. Felice Mastino; a fine anno l’edificio fu messo a disposizione della comunità parrocchiale. La chiesa fu inaugurata nel 1957. Qualche mese dopo la comunità, riunita nel nuovo edificio, accolse la prima Visita Pastorale dell’arcivescovo, mons. Fraghì.
Negli anni, per opera dei vari parroci, l’elegante e capiente chiesa parrocchiale venne ampliata e abbellita anche con tele pregevoli (alcune delle quali opera dell’artista oristanese Mauro Ferreri), venne dedicata solennemente dall’Arcivescovo Tiddia l’8 febbraio del 1997, essendo co-parroci mons. Bruno Zucca, pievano di Cabras e mons. Giulio Esu parroco-fondatore della nuova parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, sempre di Cabras. L’edificio, nella sua semplicità, si sviluppa con pianta a croce latina in una sola navata e due cappelle laterali, che ospitano la bella presenza delle due Confraternite parrocchiali, una dedicata alla Madonna del Rosario e l’altra allo Spirito Santo.
Il presbiterio, secondo le norme della Riforma liturgica, accoglie l’Altare per le celebrazioni, l’Ambone e la sede del Presidente: sopra il presbiterio una bellissima tela del citato autore oristanese, raffigura l’Ultima Cena. Il fonte battesimale, datato 1933, fu traslocato dalla vecchia chiesa parrocchiale; gli spazi esterni sono arricchiti da un confortevole porticato, anche il campanile quadrato svolge la sua funzione: al suo interno sono alloggiate due campane bronzee, fatte fondere dal Comune di Cabras nel 1925 per l’antica parrocchiale, poi trasferite nella nuova. Queste e altre notizie si trovano nel Libro storico della parrocchia.
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