La prima Visita pastorale di mons. Carboni prende avvio da un territorio tra i più belli e ricchi dell’Arcidiocesi. A livello ambientale il nostro viaggio parte da una zona assai suggestiva: lo stagno di Cabras, che lambisce l'omonima cittadina, nella parte settentrionale del Golfo di Oristano, nella penisola del Sinis.
Si estende per 2.200 ettari ed è tra gli stagni più grandi d'Europa, considerato un vero ecosistema palustre tra i più ricchi del Mediterraneo, grazie alla sua biodiversità fatta di uccelli acquatici, come i celebri fenicotteri rosa, numerose specie di piante e pesci di varie tipologie. Tra questi, il protagonista è il muggine, seguito da capitoni, spigole, orate e mormore.
Lo stagno di Cabras è da sempre il cuore pulsante dell’economia locale, un patrimonio naturale che ha sfamato generazioni di pescatori. Fin dai tempi della civiltà nuragica, infatti, le sue acque hanno sostenuto le famiglie del territorio. Un tempo la pesca veniva praticata con is fassonis, imbarcazioni costruite intrecciando l’erba palustre, la stessa usata per realizzare i caratteristici cesti artigianali.
Sulle coste che lambiscono la Laguna si alternano spiagge di quarzo e mare cristallino, tutelate dall'area marina protetta Sinis Mal di Ventre, accanto ai siti archeologici di Tharros (fondata dai Fenici nel VII sec. a.C.) e di Mont’e Prama, dove sono state ritrovate le famosissime statue dei Giganti, sculture nuragiche alte oltre due metri, oggi custodite nel museo della Fondazione Mont’e Prama di Cabras.
Anche i sapori sono un’eccellenza: i cabraresi concordano nel ritenere che solo i muggini pescati nel loro Stagno possono fregiarsi del titolo di prodotto autoctono, da cui nasce la rinomata bottarga (chiamata anche Oro di Cabras). La lavorazione segue antichi metodi: le sacche ovariche contenenti le uova vengono rimosse integre, lavate con acqua salata e immerse nel sale per un periodo che varia da quattro a 15 giorni.
Poi vengono pressate, appese ad asciugare in ambienti ventilati fino a ottenere la consistenza compatta e il colore ambrato tipici del prodotto finito. La bottarga di Cabras non è solo un alimento, ma un simbolo: racconta di mani sapienti, di pazienza e di mare.
Altra prelibatezza la merca di muggine, preparata bollendo il pesce intero (privo solo del fiele) in acqua salata e poi avvolgendolo nella zibba, un’erba palustre dello stagno che ne garantisce la conservazione e il trasporto, chiuso alle estremità con giunco.
a cura di Tonino Zedda, pubblicato su L'ARBORENSE N. 1 del 18 gennaio 2026
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