Lunedì 2 gennaio, nel monastero di Santa Chiara a Oristano, si è svolto un incontro di fraternità che ha riunito i frati Conventuali della Sardegna con la fraternità dell’Ordine Francescano Secolare di Oristano. Alla giornata ha preso parte anche l’Arcivescovo mons. Roberto Carboni, anch’egli frate francescano.
* di Alessandro Pilloni
Le Clarisse, padrone di casa, hanno curato l’accoglienza, in un contesto di semplicità evangelica. Cuore dell’incontro è stato il rito dell’Estrazione dei Santi protettori, segno caro alla tradizione francescana e vissuto come affidamento personale e comunitario alla guida dei santi. Il momento si è svolto nella chiesa dedicata a Santa Chiara: dopo la preghiera, a ciascun partecipante è stata consegnata una piccola immagine con il nome del Santo estratto, proposto come compagno di cammino per l’anno.
In un tempo in cui, all’inizio dell’anno, si rincorre spesso la fortuna, questo gesto orienta invece lo sguardo alla Provvidenza e alla testimonianza dei santi, chiamati a suggerire uno stile di vita e un impegno concreto nella quotidianità. Il rito è stato vissuto con raccoglimento e gratitudine.
L’iniziativa ha assunto un valore particolare perché l’estrazione è stata vissuta insieme dalle tre componenti della famiglia francescana presenti: la comunità delle Clarisse, i frati conventuali e l’OFS. Pur nelle diverse vocazioni, è emersa la stessa scelta di camminare sulle orme di San Francesco, sostenuti da testimoni di fede che aiutano a vivere il Vangelo nei gesti di ogni giorno.
Conclusa la celebrazione, l’assemblea si è spostata nel chiostro del monastero per un momento conviviale e per il pranzo condiviso, occasione preziosa per rafforzare i legami e conoscersi meglio. Attorno alla tavola si è respirato uno spirito di famiglia fatto di ascolto, amicizia e comunione.
La giornata ha ricordato che la fraternità, nel carisma francescano, non è un ideale astratto ma una realtà da costruire giorno dopo giorno, nella condivisione del tempo, della preghiera e della vita. L’affidamento ai Santi protettori estratti diventa così un segno concreto di cammino comune e di rinnovata disponibilità al servizio della Chiesa e dei fratelli.
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