Il CVS diocesano, Centro dei Volontari della Sofferenza, ha vissuto, come da programma dell’anno formativo, una intensa giornata di spiritualità lo scorso 9 dicembre.
* di Anna Maria Todde
Una folta rappresentanza di socie si è ritrovata nella Casa delle suore giuseppine Stella Maris a Torregrande: con loro anche padre Giuseppe Cogotzi che sempre accompagna le attività del CVS nonostante la sua infermità che lo costringe, da diverso tempo, a stare in una struttura Socio Assistenziale.
La sua presenza è segno di quel continuare a donarsi, nel ministero del sacerdozio, anche attraverso l’infermità. Dopo l'accoglienza da parte di tutto il consiglio, la giornata è iniziata con la catechesi guidata da padre Gianluca Longobardi, assistente del CVS nonché delegato diocesano per la pastorale dei malati.
La sua riflessione è stata incentrata sul tempo dell’Avvento, tempo in cui sentiamo risuonare con forza l’invito a lasciarci guidare dal Signore. Un invito che, per essere ascoltato, ha bisogno di silenzio, di fermarsi per poterlo riconoscere e accogliere. Padre Gianluca, con la sua riflessione, ci ha incoraggiato a perseverare nella fede, a confidare nella speranza: il Signore nasce ancora, offre ancora il suo perdono e la sua consolazione, viene a portare la pace.
Anche il testo formativo del CVS, che ha come titolo Dirigi i nostri passi sulla via della pace, ci esorta proprio a ricercare la pace, a saperla incontrare per poterla portare agli altri.
Da qui anche la nostra condivisione e il nostro confronto in assemblea hanno avuto questa tematica: come il CVS può continuare a essere uno strumento di pace? Tanti i propositi espressi: facendoci presenti nella realtà parrocchiale, in quella diocesana, nelle famiglie.
Ma la buona volontà individuale non basta, ci ha suggerito padre Gianluca: servono una migliore organizzazione, più sacrificio, vivere incontri reali.
Occorre riscoprire la bellezza di stare insieme per poterla contagiare agli altri, anche se è difficile per un mondo in cui le persone tendono a isolarsi. Da qui, ancora un incoraggiamento da parte di padre Gianluca che ci ha esortato ad avere gli stessi sentimenti di Cristo, mettendoci in ascolto della Parola, ad ascoltarla con pazienza anche quando non la comprendiamo, lasciarla lavorare nel cuore.
Una bella giornata, conclusa ancora una volta col pranzo comunitario, secondo una prassi che si sta cercando di portare avanti in questi ultimi anni per favorire più fraternità e più conoscenza tra i soci.
Una giornata che ci lascia come messaggio l’invito alla speranza, ma non come un semplice tema da meditare ma come una missione da vivere, soprattutto nei confronti dei malati, delle persone sole e di quelle più fragili, per essere, in umiltà, docili strumenti nelle mani di Dio.