Lunedì 8 dicembre, solennità dell’Immacolata, nella chiesa parrocchiale di Siamanna, sono stati istituiti dieci Ministri straordinari della Comunione appartenenti alle comunità guidate dai due parroci in solidum, don Daniele Quartu e don Enrico Porcedda. Il Ministero è stato conferito durante la solenne celebrazione eucaristica presieduta da mons. Antonino Zedda, delegato diocesano per i ministeri laicali.
Nell’omelia, don Tonino ha sottolineato il ruolo delicato e prezioso dei Ministri straordinari che aiutano a distribuire la comunione durante le celebrazioni, ma soprattutto portano il Corpo di Cristo ai malati, agli anziani, alle persone che non possono partecipare al rito comunitario. Contestualizzando il servizio nella solennità dell’Immacolata, don Tonino lo ha paragonato a quanto fece Maria con Gesù: La Madonna ha custodito Gesù nel suo grembo prima di farlo nascere. Così il Ministro straordinario della Comunione: prima di portare il corpo di Gesù ai bisognosi e alle persone che incontrerà deve custodire il Signore nel suo cuore. Prima di essere ostensori di Gesù attraverso l’ostia consacrata, occorre interiorizzare il Signore nella propria vita perché non possiamo dare ciò che non abbiamo.
Non si tratta solo di distribuire il corpo eucaristico, ma di essere servi, di essere ministri. A ricevere il Ministero, dunque, dieci parrocchiani: Eugenia Manca di Siamanna; Margherita Meloni di Siapiccia; Gesuina Porcu, Maria Teresa Flore, Franca Uras e Oscar Zuliani di Ollastra; Angelina Tatti, Ignazia Mura, Malvina Orrù e Antonino Meloni di Villaurbana. Al termine della Messa, abbiamo chiesto loro di raccontarci l’esperienza, si è fatta portavoce a nome di tutti Malvina Orrù: Quando don Enrico e don Daniele ci hanno proposto di metterci al servizio delle persone che, pur non potendo camminare fisicamente e uscire, continuano a muoversi nella Chiesa, questa proposta è stata accolta da tutti noi con la consapevolezza di essere indegni e impreparati rispetto al compito richiestoci.
Ringraziamo Dio per questo dono immenso di cui nessuno è degno: è un impegno grande, che presuppone attenzione verso Dio e verso il prossimo. Non siamo perfetti, né santi, ma ci sentiamo un mezzo, strumenti nelle mani del Signore, riconosciamo che tutto viene da lui.
Come per ogni Ministero nella Chiesa, anche i Ministri straordinari della Comunione sono tenuti all'obbligo di acquisire un’adeguata formazione per adempiere nel modo dovuto al proprio incarico e per esercitarlo consapevolmente, attualmente e diligentemente.
A questo proposito, sempre Malvina ci racconta il percorso formativo del gruppo: Abbiamo frequentato un corso di preparazione in cui abbiamo affrontato varie tematiche, tra cui quella della Chiesa in missione, quello del mistero di Gesù come medico dell'anima e del corpo. Ancora, abbiamo approfondito la riforma conciliare, da Paolo VI a papa Francesco, per una Chiesa tutta ministeriale.
Siamo stati aiutati a entrare nel ruolo del Ministro straordinario della Comunione e, con esso, abbiamo visto l’importanza del Ministero, della spiritualità, della pastorale dei malati. Abbiamo, infine, affrontato segni e significato della celebrazione del mandato. Oggi non possiamo non ringraziare i nostri parroci don Daniele e don Enrico per l'opportunità dataci, e le persone che hanno curato la nostra preparazione, e cioè don Tonino Zedda, don Gabriele Cossu e il prof. Giovanni Licheri.
Sta per partire la nuova campagna abbonamenti de L'ARBORENSE per il 2026!
A soli 30 euro 45 numeri che arrivano direttamente a casa.