Credo nel sole, anche quando non splende; credo nell'amore, anche quando non lo sento; credo in Dio, anche quando tace. Questa frase, rinvenuta in una cantina di Colonia, e scritta da alcuni rifugiati ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, ha intervallato le meditazioni lette la sera del 27 gennaio scorso durante la Veglia di Preghiera che ha avuto luogo nella chiesa di San Francesco a Oristano, in occasione della Giornata della Memoria 2025.
* di Francesco Cossu
Con questa iniziativa, organizzata dalla comunità dei frati minori conventuali e animata dai membri della Milizia dell’Immacolata, si è voluto ricordare in particolare il sacrificio di San Massimiliano Maria Kolbe (1894-1941), frate minore conventuale polacco, grande propagatore del culto alla Madonna Immacolata, e fondatore nel 1917 proprio della Milizia dell’Immacolata (associazione internazionale di laici attiva anche a Oristano (a San Francesco e San Paolo) e nelle parrocchie di Silì e Riola.
Questo frate francescano, canonizzato nel 1982 da papa Giovanni Paolo II, fu martire della carità: era l’estate del 1941, nel campo di concentramento di Auschwitz, Massimiliano sacrificò la propria vita per salvare quella di un altro prigioniero anch'egli polacco, padre di famiglia, che per rappresaglia era stato condannato a morire di stenti insieme ad altri nove prigionieri.
È il momento più alto e drammatico di un'intera vita spesa per servire Dio e il prossimo, e diffondere con ogni mezzo a disposizione e in ogni luogo la devozione e l'affidamento filiale alla SS. Vergine Immacolata, mediatrice di tutte le grazie, fondando in suo onore due Città dell’Immacolata (Niepokalanow in Polonia e Mugenzai no Sono in Giappone) dove Massimiliano e i suoi confratelli lavoravano giorno e notte per stampare e diffondere il Cavaliere dell’Immacolata, bollettino periodico della Milizia da lui fondata.
Tutte opere ancora oggi esistenti e perfettamente in salute, sopravvissute alla tempesta d'odio che nei campi di battaglia, nelle città e nei campi di concentramento del secondo conflitto mondiale ha seminato orrore, distruzione e morte. Torna allora alla mente una frase del santo: L'odio divide, separa e distrugge, mentre al contrario l'amore unisce, dà pace e edifica.
Un’autentica regola di vita, piena di ottimismo e fiducia in Dio, la stessa fiducia che traspare dalla canzone Gam Gam di Elie Botbol (con testo tratto dal Salmo 23), le cui note echeggiavano fin sulla cupola della chiesa di San Francesco la sera della Veglia.

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