Lunedì 3 febbraio, mons. Pier Giuliano Tiddia ha voluto ringraziare il Signore per i 50 anni di Episcopato. Era stato ordinato vescovo proprio il 2 febbraio 1975 nella Cattedrale di Cagliari. Da allora è passato mezzo secolo e l’Arcivescovo Tiddia, ancora pienamente partecipe del cammino della Chiesa, ha voluto sottolineare quanto sia importante coltivare l’anelito apostolico per la diffusione del Vangelo a tutti gli uomini.
* di Giuseppe Sanna
Nella Cappella della Casa Provinciale delle Figlie della Carità a Cagliari, alle ore 16, ha presieduto la solenne concelebrazione alla quale hanno preso parte numerosi fedeli, alcuni seminaristi del Seminario Regionale, un nutrito gruppo di sacerdoti e diversi Vescovi. I Concelebranti erano il nostro Arcivescovo Roberto e quello di Cagliari, mons. Giuseppe Baturi, mons. Ignazio Sanna, immediato successore di mons. Tiddia, il card. Arrigo Miglio, mons. Mauro Morfino, mons. Mosè Marcias e il vescovo eletto di Iglesias mons. Mario Farci.
Era presente anche mons. Antioco Piseddu. Nonostante le condizioni precarie di salute e i novantacinque anni compiuti, mons. Tiddia ha voluto presiedere la concelebrazione e tenere l’omelia. Anche in questa occasione non si è voluto tirare indietro nell’annuncio della Parola di Dio: chi conosce mons. Tiddia sa quanto, nel suo ministero, sia stato fondamentale questo aspetto, ed è stato davvero brillante. Dopo aver richiamato alla contemplazione del mistero della Presentazione di Gesù al Tempio, era questa la liturgia della Parola della sua ordinazione, ha messo in evidenza, attraverso tre salmi, il cuore di questa festa che diventa la sintesi della vita di Cristo che vive la sua esistenza come offerta al Padre nella gratitudine più grande. Gesù come Figlio di Dio entra per la prima volta nel Tempio di Gerusalemme e ne prende possesso quale sommo sacerdote.
Il primo salmo a cui si è riferito è il 110, Dixit Dominus, il quale esprime la regalità messianica di Cristo: egli è sacerdote in eterno e proprio nel momento della presentazione al Tempio inizia ufficialmente l’opera di salvezza a favore di tutte le genti.
Attraverso questo salmo, mons. Tiddia ha voluto esprimere anche la gratitudine per l’opera compiuta da Dio nella sua esistenza, attraverso l’elevazione alla pienezza del sacerdozio. Alludendo alla spada profetizzata da Simeone a Maria, l’Arcivescovo ha richiamato, nel salmo 22, il lamento che Gesù stesso esprime al Padre nel culmine della sua Passione: Perché mi hai abbandonato? Sembra il trionfo del male e della morte ma in realtà il Padre è pronto ad ascoltare il grido del Figlio e ridonargli fiducia.
Anche qui si può intuire l’esperienza personale dell’Arcivescovo: la gratitudine segnata però, in questi anni, dal mistero della croce, che diventa fragilità e sofferenza. Il terzo salmo citato è stato il 122: la gioia già pregustata diventa realtà.
È la visione della Città Santa, dimora di Dio e luogo del culto spirituale che unifica l’intero popolo di Dio. È il salmo della Risurrezione di Cristo ma anche nostra. Dopo questo inno di giubilo e di gratitudine a Dio Padre Onnipotente, mons. Tiddia si è soffermato a ringraziare i presenti, in particolare i Vescovi, i suoi successori nella cattedra di Oristano e quelli di Cagliari, sua diocesi di origine.
Dopo l’omelia, la Messa è proseguita normalmente. Prima della benedizione, è stato letto il messaggio di papa Francesco che, unendosi al rendimento di grazie dell’Arcivescovo Tiddia, ne ha messo in risalto i doni di grazia vissuti in questi cinquant’anni di episcopato, in particolare la cura delle vocazioni e ha benignamente concesso la Benedizione con l’indulgenza plenaria.
Alla lettera gratulatoria del Santo Padre, è seguito un messaggio del card. Zuppi, Presidente della CEI: anche lui, riconoscendone i meriti vissuti nella fraternità episcopale, ha messo in evidenza soprattutto la grande disponibilità vissuta nel servizio al Vangelo.
L’Arcivescovo Roberto ha fatto gli auguri a nome della nostra Arcidiocesi e ha rinnovato la gratitudine per i vent’anni di episcopato spesi nella Chiesa arborense e, come segno di affetto, ha donato a mons. Tiddia una bella icona della Madonna del Rimedio e un piatto in ceramica, presentato dall’Arciprete del Capitolo, con i simboli di Oristano. Anche mons. Baturi ha preso la parola per esprimere le congratulazioni della Chiesa cagliaritana e anche lui ha donato all’Arcivescovo un prezioso volume.
Al termine della Messa c’è stato un momento conviviale nel quale il Coro di Cappella della Cattedrale di Cagliari, che ha animato anche la Messa, ha eseguito un canto augurale all’illustre festeggiato. Mons. Tiddia visibilmente felice ed emozionato per questo momento di festa in suo onore, ha ringraziato ancora tutti dell’affetto e devozione.
Galleria fotografica







E' sempre tempo per abbonarsi a L'ARBORENSE
Approfitta delle nostre promozioni.
CLICCA QUI per sapere come fare