Mercoledì, 13 Maggio 2026

 

La missione popolare, vissuta lo scorso ottobre dalle comunità di Ollastra, Siamanna, Siapiccia, Villanova Truschedu e Villaurbana, ha lasciato un segno forte, un passaggio di persone, di fratelli, segno della presenza di Gesù nelle nostre comunità. Tutta questa grazia non poteva rimanere solo un’esperienza fugace.

* di Luca Piras 

Ma come trasformare un evento straordinario in vita ordinaria di comunità? Da dove partire? La tentazione forte è stata quella di replicare subito alcuni momenti della missione per tramutarli nella vita delle comunità. Ma i nostri parroci, don Enrico e don Daniele, hanno voluto accompagnarci con lo spirito di un buon agricoltore che ha come virtù prima di tutto quella della pazienza e, insieme a essa, quella della costanza. Egli è capace di saper attendere i tempi di cui il seme ha bisogno per germogliare e solo dopo tanto lavoro minuzioso arriva a gustarne i frutti.

Non risultati immediati quindi, ma frutti da attendere, sognare e curare. È nata così l’idea dell’assemblea interparrocchiale realizzata domenica 16 febbraio in Seminario, a Oristano. Cinque le aree di riflessione su cui confrontarci: giovani, famiglia, servizio e ministerialità, vita spirituale, attenzione agli ultimi.

Cinque aspetti della vita delle nostre comunità parrocchiali, ma che in qualche modo, necessariamente, coinvolgono per intero i nostri paesi nel profondo del tessuto sociale. Per questa ragione ai dieci tavoli di lavoro, due per area, sono stati invitate a confrontarsi poco più di cento persone che potessero rappresentare pienamente la realtà dei paesi.

La sfida è stata quella che la parrocchia avrebbe dovuto farsi mettere in discussione anche da osservatori esterni e non solo dai soliti e più stretti collaboratori. Una vera e propria assemblea costituente, punto di partenza per la costruzione di una comunità di cinque paesi, legati dall’esperienza delle parrocchie in solidum, affidata alle cure attente e sapienti dei due giovani parroci. Le osservazioni, le riflessioni, le speranze, i sogni e le proposte nate sui tavoli di lavoro di domenica scorsa sono, da lunedì mattina, oggetto di discernimento dei nostri pastori e, insieme al gruppo di lavoro che ha costruito questa importante esperienza, della comunità tutta.

In un tempo in cui tutti ci sentiamo soli, isolati e indipendenti, la realtà è che più nessun campanile può essere autosufficiente o peggio autoreferenziale, e per questo non può fare a meno degli altri. Oggi più che mai è necessario fare rete e fraternità per essere tutti corresponsabili della casa comune che è la parrocchia, il paese, la comunità.

Domenica 16 febbraio ha preso vita un percorso che traccia una via maestra; i cinque temi rimarranno solo teoria se non si faranno carne nella storia di ciascuno. Guardiamo con speranza al futuro delle nostre comunità a partire dall’entusiasmo e dalla passione di questa giornata, affermano unanimi i due parroci.

Gli fanno eco i commenti di chi ha avuto l’onere di metterci la faccia ai tavoli di lavoro: un’esperienza fuori dagli schemi che ha dato voce a tutti con la stessa importanza; le comunità, i paesi e le parrocchie non possono camminare insieme per decreto, ma occorre incontro, riconoscimento delle storie ed esperienze diverse, progettazione comune; oggi è stato una tappa per realizzare questo.

La giornata è stata anche l’occasione per vivere, in Cattedrale, l’esperienza del Giubileo delle cinque comunità, alla presenza autorevole e paterna dell’Arcivescovo Roberto, il quale ha sottolineato e incoraggiato parroci e parrocchiani a perseguire in una strada profetica che diventi esempio positivo e incoraggiamento per tutta l’Arcidiocesi: Mi congratulo con i vostri parroci per il servizio che stanno offrendo alle cinque comunità, per l'entusiasmo con il quale hanno assunto un progetto pastorale non facile, quello di far collaborare comunità che nella storia sono state sino a pochi anni fa completamente autonome e adesso sono chiamate a quel dialogo e collaborazione necessario, sia per le situazioni contingenti sia per realizzare in modo fattivo il progetto di una comunità allargata che, pur facendo riferimento alla chiesa parrocchiale, si ritrova a condividere molti momenti di formazione, molte celebrazioni e iniziative pastorali. I temi su cui avete lavorato in questa giornata; sono estremamente importanti e vitali per la nostra Chiesa e per il cammino di ciascuno. Il percorso di riflessione che avete fatto oggi è uno stimolo potente a far scendere nel cuore una condivisione che poi deve generare azioni, fatti concreti. Il cammino sinodale e giubilare è affidato a ciascuno di voi ma è anche cammino di comunità. Sia il Signore, con l’aiuto dei vostri parroci, a illuminare il vostro cammino.


 

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